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A 234 anni dalla sua fondazione il comune festeggia la Filarmonica Città di Grosseto

di Barbara Farnetani

GROSSETO – «La Filarmonica significa cultura e aggregazione». Così, con due parole, il prefetto di Grosseto, Anna Maria Manzone, definisce il ruolo della Filarmonica Città di Grosseto che oggi è stata premiata dal sindaco Emilio Bonifazi. «Duecento anni fa, quando è nata – ha proseguito il prefetto – forse per tanta gente era l’unica occasione di cultura. Questo è un percorso che parte dalle scuole per formare dei musicisti». L’origine della Filarmonica risale al 1780. Questo pomeriggio la storica ‘banda’ è stata celebrata nell’ambito di una cerimonia durante la quale il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi ha consegnato una targa ricordo alla società ed una pergamena a tutti i membri.

«La banda – ha spiegato il sindaco Emilio Bonifazi – rappresenta una importante istituzione della città, la cui storia si è sempre intrecciata con le vicende cittadine e con quella del Comune di Grosseto. La filarmonica Città di Grosseto rappresenta quindi un patrimonio culturale di tutta la comunità grossetana, ed è proprio per questo, in omaggio ad una storia secolare, che ho voluto oggi celebrare questo grande impegno per la promozione della musica e dei suoi valori accanto alla presidente Marisa Ferrini, al maestro Makarovic, a tutti i membri della filarmonica ed agli allievi più giovani». «Fin dalle origini la formazione dei giovani è stata fondamentale – ha detto la presidente Marisa Ferrini che ha ricordato il progetto Sarabanda, in collaborazione con la scuola media Galilei e con il professor Giovanni Lanzini. «Non vorrei – ha concluso – che tutto questo un domani venisse annullato perché dietro c’è un grande lavoro». Luca Pastorelli, capobanda, rivolgendosi direttamente ai ragazzi li ha spronati a tenere duro «se avete questa passione coltivatela. La musica richiede tempo e impegno» mentre il Maestro Michele Makarovic ha ricordato come la banda sia «un modo per stare insieme. La banda ci lega».

Alla banda è stata consegnata una targa-ricordo, ritirata dalla presidente Ferrini, mentre una pergamena realizzata dal Comune di Grosseto è stata consegnata alla presidente, al maestro Michele Makarovic ed a tutti i musicisti.

I musicisti che hanno ricevuto una pergamena che omaggia la loro ‘professionalità passone e costanza’ sono: Romano Alpini, Ilio Baffetti, Angelo Balbo, Emanuele Barbetti, Sergio Betocchi, Mauro Bilaghi, Luciano Bischi, Lorenzo Bischi, Silvio Carletti, Lido Caselli, Raffaele Catalano, Libero Cenni, Renato Chelli, Rossano Chelli, Elena Ciampelli, Sirio Corci, Sabrina Diacciati, Marcello Fanciulli, Luciano Ferretti, Giulio Giannini, Mauro Innocenti, Ivano Leoneschi, Roberto Malet, Aldo Milani, Luca Pastorelli, Marcello Pastorelli, Roberto Pellegrini, Enrica Petricci, Maria Laura Pippa, Ado Ragazzini, Cesare Saggini, Lio Sartoni, Roberto Tassi, Massimo Trimboli, Vilio Vagaggini, Tiziano Vergari. Con loro i musicisti con più anzianità di servizio nella società filarmonica: Antonio Bonucci, Angelo Grippa e Felice Renato Sargentoni.

Un riconoscimento è stato consegnato anche ai musicisti più giovani, inseriti nel progetto SaràBanda realizzato in collaborazione con la scuola media Galileo Galilei: Iacopo Ambrosini, Erminia Barbieri, Andrea Battisti, Luca Brogi, Stefano Cericola, Giada Gentili, Sara Leone, Leonardo Lucetti, Giulio Mari, Laura Matarazzo, Gabriele Milani, Francesca Rosadoni, Lorenzo Ruggeri, Andrei Cosmin Sandu, Edoardo Taddei, Niccolò Valdambrini ed Erica Volpi. Oltre a loro hanno partecipato gli allievi del primo anno: Matteo Bernardini, Alessio Bernardini, Cesare Goracci, Davide Grechi, Fernando Magini, Lorenzo Malentacchi, Alessio Massetti, Samuel Rossi, Lorenzo Serrotti e Antonio Zammarelli.

La storia della filarmonica

La banda musicale, che vanta un’origine antica: già dalla seconda metà del XVII secolo fu istituita a Grosseto la carica di maestro di cappella, generalmente associata a quella di organista; nel 1673 assolse tale incarico il canonico Angelo Vitali. La nascita di una vera e propria scuola musicale aperta anche ai giovani laici risale invece al 1693, anno in cui il padre Corsignani, minore convenutale, fu nominato organista e maestro di cappella.
Il primo documento che attesta la presenza di musicisti a Grosseto risale al 1720: quell’anno furono rappresentate due commedie dagli “Accademici oziosi”, anche se le cronache cittadine fanno risalire la nascita a Grosseto di un’associazione musicale tra il 1779 ed il 1780. E’ questa la data che tradizionalmente viene considerata la nascita della SOCIETA’ FILARMONICA CITTA’ DI GROSSETO.
Nei primi anni dell’Ottocento l’attività musicale in città non risulta molto intensa, ma dal 1829 si era comunque formata una filarmonica composta da 20 elementi che interveniva in tutte le celebrazioni religiose ed in quelle celebrative della famiglia Lorena. La svolta avviene del 1831, quando il Comune assume un ruolo centrale nella gestione della filarmonica, fino ad allora gestita in forma privata e la società filarmonica, detta ‘dei Concordi’ si struttura come banda con 31 elementi. Nel luglio del 1844 a spese del Comune una scuola di musica vocale e strumentale. Nel 1851 la società filarmonica, non più intitola ai ‘Concordi’, si struttura in maniera professionale, cominciando ad acquistare gli strumenti con i fondi societari.
Nella seconda metà dell’Ottocento la società ottiene una aumento del contributo annuo da parte del Comune, che in cambio chiede una maggiore presenza alle manifestazioni cittadine, comprese quelle che si tenevano a Batignano ed Istia ed impone una organizzazione più strutturata, con l’obbligo di presenza alle prove per i musicisti e l’individuazione di un istruttore a disposizione per istruire gli aspiranti musicisti, che nel 1854 erano già 24. Nel 1857 la filarmonica si fonde con la società filodrammatica grossetana, prende una sede più spaziosa in una ex caserma, acquista gli strumenti musicali e comincia a farsi strada l’idea di una fusione tra la società filarmonica e l’accademia degli Industri. Nel 1866 il consiglio comunale approva alcune importanti modifiche al regolamento della società, che da ora deve presentare al comune il bilancio preventivo ed il resoconto annuale, e garantire lezioni gratuite aid otto giovani. Il 1869 vide la definitiva trasformazione della società privata filarmonico-filodrammatica in banda cittadina, ora denominata Banda municipale della città di Grosseto. Dopo alterne vicende, all’inizio del novecento era soprattutto l’attività della scuola di musica ad essere conosciuta ed apprezzata. Dopo una lunga fase di inattività dovuta al primo conflitto mondiale nel 1926 viene ricostituita la Banda municipale città di Grosseto, ma durante il periodo fascista il licenziamento da parte del podestà del direttore Bruschi e la nomina forzata di un nuovo direttore provoca una lunga fase di stop all’attività musicale.
La società filarmonica Città di Grosseto rinasce ufficialmente nel 1956, grazie all’impegno del sindaco Renato Pollini ed inizia la storia recente della filarmonica, costellata di occasioni importanti come il concerto in Vaticano, nel 1959, alla presenza di papa Giovanni XXIII.

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