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Sagre selvagge. A Gavorrano si studia un regolamento e si pensa di ridurre i giorni

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di Daniele Reali

GAVORRANO – Meno giorni di sagre e nuove regole per tutelare i ristoratori e gli operatori del settore. È questo l’intento delle richieste che la Confcommercio di Grosseto ha rivolto all’amministrazione di Gavorrano. Nuovo regole che dovrebbero essere definite a breve dalla giunta guidata dal sindaco Elisabetta Iacomelli. Tutto sarà contenuto nel nuovo regolamento che, come richiesto dall’associazione di categoria, affronta il problema delle “sagre selvagge”.

Gavorrano nel 2013 è stato uno dei comuni che in provincia di Grosseto ha avuto più giorni di sagre nel periodo estivo, tra giugno e settembre, e per questo la Confcommercio già da alcuni mesi aveva chiesto che si mettesse mano a questa situazione cercando un punto di contatto che soddisfacesse le esigenze di tutti: dei ristoratori e degli operatori economici, ma anche dell’identità del territorio e degli scopi sociali di molte iniziative legate alle sagre.

«Ringraziamo l’amministrazione – spiegano dalla Confcommercio di Grosseto – per questo impegno assunto pubblicamente e ricordiamo quelle che sono le nostre proposte, volte alla tutela dei pubblici esercizi del territorio e di tutti i posti di lavoro che essi rappresentano, oggi fortemente colpiti dalla crisi in atto».

Il comune si muoverà su due fronti: oltre a lavorare sul nuovo regolamento si occuperà di dialogare con le associazioni e i soggetti che organizzano le varie iniziative per stilare un calendario di eventi. Già questa mattina in municipio l’assessore Daniele Tonini ha incontrato i rappresentanti delle realtà del territorio per un primo confronto.

Il nuovo regolamento si dovrebbe sviluppare su alcuni punti principali. Per la Confcommercio il primo punto del nuovo regolamento deve riguardare «la durata complessiva dei giorni di somministrazione, che non può superare le quattro giornate». Quattro giorni di iniziative legate alla ristorazione, mentre nessun limite per quanto riguarda eventi culturali, di musica e intrattenimento. La questione per la Confocommerdio riguarda solo la somministrazione di cibo e bevande. È questo il punto e su questi dovrà essere trovato un equilibrio tra le richieste dei ristoratori e quello delle realtà che operano sul territorio.

Il secondo punto riguarda il tetto massimo annuale di “giorni sagra”. «Come già ribadito – spiegano ancora dalla Confcommercio – le attuali cento giornate non sono sostenibili, e ne chiediamo pertanto la riduzione ad un massimo di cinquanta».

Tra le richieste dei ristoratori anche il «coinvolgimento del territorio nelle varie iniziative e la presnza di prodotti tipici nei menù proposti.

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