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Miralli: Il Comune resta dove è. I costi della struttura di piazza del Popolo pesano su tutta la comunità

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di Sabino Zuppa

ORBETELLO – «Una cattedrale nel deserto che è già costata 5 milioni di euro alla popolazione orbetellana durante le tre precedenti amministrazioni di centro destra e che, se mai sarà sfruttata, non lo sarà certamente in tempi brevi, se non altro per i costi ulteriori di trasferimento che non potrebbero andare a gravare, di questi tempi, sull’attuale bilancio comunale». Così l’assessore al bilancio del Comune di Orbetello, Roberto Miralli, commenta le recenti voci infondate secondo cui sarebbe imminente il trasferimento di alcuni degli uffici comunali in piazza del Popolo. Un progetto, quello del trasferimento nell’edificio che comprende anche l’ex carcere, relativamente al quale sono sempre esistiti grossi problemi di natura strutturale ed anche legale, per alcuni contenziosi relativi a ditte che hanno effettuato lavori non rivelatisi adeguati.

Dunque una questione di cui non si sa nulla per il futuro, che grava sui cittadini orbetellani da tanti anni e che lo farà ancora per molto tempo: «Una scelta inopportuna, quella che fu portata avanti in passato, che è un vero danno alla popolazione e che non si sa se potrà, prima o poi, essere sfruttata. Il Comune non ha bisogno di tutto questo e solo il trasferimento, la manutenzione ed il riscaldamento di quell’opera sarebbero un ulteriore costo per i cittadini che non ci possiamo permettere in un momento già così difficile – spiega Miralli – tanto più che il precedente assessore al bilancio, Andrea Casamenti, prima di andarsene ha rinegoziato un mutuo per 3 milioni di euro per altri 20 anni, grazie al quale pagheranno anche i nostri nipoti per una cosa che, all’atto pratico, non ha nessuna utilità. Meglio sarebbe stato – conclude l’amministratore lagunare – venderlo e destinarlo magari ad una attività turistico ricettiva. Invece si è scelto di gravare sui cittadini: altro che tesoretto, qui ci sono rimaste soprattutto rate da pagare per colpa delle quali non è semplice far quadrare i conti».

 

 

 

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