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Carla Burgassi è il segretario dello Spi Cgil «Siamo in pensione dal lavoro, non dalla lotta»

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FOLLONICA – Carla Burgassi è stata confermata segretaria dello Spi Cgil maremmano, dopo un tour de force che ha visto lo svolgimento di 60 assemblee congressuali e 10 congressi di Lega. La principale categoria della Camera del lavoro di Grosseto, rappresenta in provincia di Grosseto più di 19.000 pensionati, ed ha 35 sedi nel territorio.

«Noi dello Spi – ha detto Burgassi citando una frase celebre della partigiana Giovanna Marturano – siamo in pensione dal lavoro, non dalla lotta». Un modo d’intendere la militanza sindacale al servizio di un obiettivo di emancipazione sociale, culturale ed economica, che non si esaurisce con l’uscita dal mondo del lavoro. «Oggi il problema dei problemi sul quale mettere le mani – ha detto la segretaria nella sua relazione – è quello della creazione del lavoro e della riduzione della disoccupazione. Il lavoro infatti non è solo sostentamento economico, ma dignità e ruolo, oltreché la condizione necessaria per tenere in equilibrio un sistema di protezione sociale, che va dalla tutela pensionistica ai servizi sanitari e di welfare. Il fatto di essere pensionati non ci impedisce di vedere che il motivo più profondo di crisi della nostra società, è dato dall’assenza di prospettive per i giovani, che si scontrano con una disoccupazione giovanile che supera il 40%».

Un passaggio della sua relazione, poi, Burgassi, l’ha dedicato alle responsabilità dell’Europa «che deve modificare radicalmente le proprie politiche economiche, allentando il rigore finanziario per rilanciare gl’investimenti, creare lavoro qualificato e sostenere i consumi. Solo salvando l’Europa, infatti, salveremo l’Italia».

Burgassi ha poi rivendicato come un merito «anche dell’azione dello Spi, e dei sindacati dei pensionati che hanno sempre mantenuto un’ottica confederale anche nei momenti più duri, i primi risultati sul piano dell’equità ottenuti con la legge di Stabilità dl governo Letta, che per la prima volta dopo 13 anni non ha tagliato i diritti di cittadinanza, investendo risorse, anche se poche, su scuola e ricerca, non tagliandone di nuove alla sanità, con il recupero di due miliardi di tickets, ma anche intervenendo sul cuneo fiscale e sul parziale ripristino delle indicizzazioni sulle pensioni. La dimostrazione del fatto che uniti si ottengono risultati».

Sul piano locale Burgassi ha invece messo in evidenza la necessità di «insistere ed estendere la contrattazione sociale su base territoriale, nel convincimento che i temi dei servizi sociali, educativi e alla persona, insieme alle tariffe per i servizi pubblici locali, vanno presidiati perché incidono in modo determinante sulla qualità della vita delle persone e delle famiglie. Così come la salvaguardia del sistema sanitario pubblico, che deve migliorare gli standard di accesso e le prestazioni della deficitaria sanità d’iniziativa sul territorio, costituisce uno degli obiettivi prioritari per i pensionati».

Infine, Burgassi, ha insistito sul ruolo dello Spi, e delle strutture di servizio del sindacato, nel «garantire prestazioni di consulenza e accompagnamento a basso costo e su tutto il territorio, per rendere più autonome le persone anziane e consentirgli di fruire dei propri diritti». Come è stato fatto con il progetto del “controllo pensioni” iniziato nel maggio, «che negli ultimi due anni ha consentito di esaminare 913 pratiche, con un recupero di circa 270.000 eEuro di benefici per quei pensionati che avevano pensioni difformi rispetto alle normative vigenti. Un progetto esteso a Follonica e Campagnatico, in attesa di diffonderlo su larga parte del territorio in collaborazione con l’Inca e la Cgil».

 

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