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Inizia la Quaresima. Quanto raccolto nelle parrocchie servirà ai più bisognosi

GROSSETO – Povertà, spoliazione, carità sincera verso chi vive una situazione di particolare bisogno, e ascolto. Sono questi i mezzi con cui poter vivere il tempo della Quaresima che si apre Mercoledì 5 marzo con il gesto delle Ceneri. Il vescovo presiederà la solenne concelebrazione eucaristica alle ore 18 nella Cattedrale di San Lorenzo. «Invito tutti a vivere il tempo quaresimale come un duplice cammino: dentro noi stessi e verso gli altri – dice il vescovo Rodolfo – Camminare avendo ben fissa davanti a noi la meta, che è la resurrezione del Signore, che ci dice quanto ognuno di noi sia fatto per l’infinito, per il per sempre di Dio. Questa sicura certezza ci apre non solo alla speranza, ma anche ad un impegno operoso perché, per quel che dipende da noi, non ci siano forme di ingiustizia, di disumanizzazione, di miseria interiore e corporale, di abbandono dei fratelli, di indifferenza, di disinteresse per tante piaghe che segnano la vita di molte persone. Papa Francesco nel suo messaggio per questa Quaresima ci indica, con molta concretezza, la strada su cui intraprendere il cammino: la riscoperta sincera del Vangelo come “antidoto contro la miseria spirituale”, che ci spinga ad essere “annunciatori gioiosi di questo messaggio di misericordia e di speranza”. Chi di noi, non avverte dentro di sè il bisogno di sentirsi accolto, perdonato, riconciliato? Chi di noi non avverte il sapore buono di parole che regalano speranza, che ci spingono ad andare oltre le nostre umane paure, i nostri limiti, le nostre fragilità interiori? E’ il Vangelo quel pane fragrante di cui sentiamo tutti continuamente fame!»

«Il papa ci invita anche alla spoliazione – prosegue monsignor Cetoloni -. Ci dice Francesco: “Ci farà bene domandarci di quali cose possiamo privarci al fine di aiutare e arricchire altri con la nostra povertà. Non dimentichiamo che la vera povertà duole: non sarebbe valida una spoliazione senza questa dimensione penitenziale. Diffido dell’elemosina che non costa e che non duole”. E’ per questo che come Diocesi, in questo tempo di Quaresima, desideriamo incentivare la carità feconda e diffusa” – spiega il Vescovo -. Quest’anno, come già in Avvento, la Caritas diocesana ha deciso di rinunciare alla domenica della “Quaresima di solidarietà”, per favorire nelle Parrocchie ogni iniziativa utile a raccogliere fondi e beni per sovvenire alle necessità di chi bussa alle nostre chiese».

«I bisogni – dice don Enzo Capitani, direttore della Caritas diocesana – stanno diventando sempre più diffusi ed è per questo che è utile e necessario rafforzare la rete dell’attenzione, di cui le Parrocchie sono indispensabili sentinelle”. E nelle comunità parrocchiali sono numerose le proposte, sia di preghiera che di carità, per aiutare tutti a vivere con piena intensità e consapevolezza questo tempo di Quaresima, nella convinzione che i sacrifici degli adulti, così come le rinunce dei bambini, hanno un significato importantissimo per rieducarci continuamente a posare lo sguardo oltre noi stessi e oltre i nostri personali bisogni».

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