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Tra garzette e beccace il WWF pulisce la spiaggia dell’oasi di Burano

CAPALBIO – La giornata di volontariato per la pulizia della spiaggia di Capalbio è iniziata con l’incontro ravvicinato con una bellissima beccaccia, sorpresa sotto un cespuglio di mirto, poco prima di raggiungere il litorale. Al primo appuntamento hanno aderito solamente diciotto persone, probabilmente perché le previsioni del tempo hanno spaventato i molti altri volontari, ma a Burano non è insolito trovare il sole quando non lontano piove, così i coraggiosi partecipanti hanno potuto godere di una giornata stupenda. C’erano persone venute già il giorno prima da Roma o la mattina stessa da Siena, Orbetello, Sassofortino, Grosseto, Pescia Romana, e anche di varie nazionalità, Colombia, Sud Africa e Cina.

La raccolta del materiale spiaggiato è iniziata già alle 9 e terminata per l’ora di pranzo, dopo aver ripulito oltre 1 km di spiaggia da una quantità di rifiuti incredibile. Quest’anno infatti, a causa delle forti piogge e relative mareggiate, sulle nostre spiagge si sono riversati molti più rifiuti del solito: polistirolo, contenitori in plastica di vario genere, bottiglie, scarpe, cialde per il caffè, e purtroppo ancora molti bastoncini nettaorecchie.

«Durante la passeggiata – affermano dal WWF – abbiamo potuto osservare già molte piante psammophile spuntare dalla nuda sabbia, tra i legni e tra le tantissime canne spiaggiate, come la santolina delle spiagge, l’erba medica marina, l’euforbia delle spiagge, la gramigna delle spiagge, ecc. La temperatura mite ha consentito di vedere anche le prime lucertole campestri e alcune farfalle. Dopo uno spuntino il direttore Fabio Cianchi ha guidato il gruppo nell’escursione all’interno dell’Oasi, consentendo di condividere ulteriori emozioni: appena giunti al primo osservatorio una simpatica garzetta si è posata a pochi metri e poi svassi maggiori, tuffetti, canapiglie, mestoloni, beccapesci, cormorani, aironi e i tanti piccoli passeriformi hanno consentito di apprezzare la grande diversità biologica dell’Oasi WWF».

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