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Porto di Talamone a rischio chiusura: si muove la giunta Paffetti

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di Sabino Zuppa

TALAMONE – La questione del dragaggio del fondo del porto di Talamone diventa improvvisamente uno delle priorità da affrontare e risolvere da parte dell’amministrazione comunale di Orbetello in vista dell’estate.

Il rischio di interdizione alla navigazione di quasi la metà dello specchio acqueo del porto garibaldino, infatti, è una spada di Damocle che pende sulla imminente stagione turistica e diportistica: e non solo per gli abitanti del territorio lagunare, ma anche per cittadini e frequentatori dei comuni limitrofi che vedono Talamone come una meravigliosa località marittima di riferimento.

Per questo il sindaco di Orbetello Monica Paffetti, dopo aver dato l’annuncio alla popolazione lunedì scorso in occasione della riunione pubblica a Talamone, fa sapere di aver già cominciato a pianificare il percorso per affrontare il nuovo problema: «Per prima cosa dobbiamo capire la vera entità e le reali dimensioni dell’intervento e per questo abbiamo già risposto alla segnalazione del comandante del porto di Talamone affinché ci aiuti a circoscrivere in maniera particolareggiata la zona che dovrebbe essere dragata – spiega la primo cittadino – venerdì scorso, poi, abbiamo incontrato i concessionari proprio per discutere del problema e di pari passo ci stiamo organizzando per far effettuare dei carotaggi e campionamenti del fondale da dragare, in modo da poter sapere la reale entità fisica dei sedimenti. Perché è chiaro che se non si sa quanto materiale andrà asportato e con quali modalità bisognerà farlo in base alle analisi dei campioni, non si può nemmeno predisporre un piano finanziario per risolvere il problema. Ma sarà nostra cura farlo al più presto perché Talamone non può rischiare di essere danneggiata in questa maniera».

«Del resto si tratta di un’operazione di manutenzione ordinaria che avviene periodicamente anche in tutti gli altri porti della costa maremmana – conclude lei – qui a Talamone non viene fatta da molto tempo e la sua esecuzione nulla ha a che vedere con il progetto del porto turistico che è, e continuerà ad essere un obiettivo importante ma ben separato da questa necessità impellente».

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