Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Hello Web: Telegram, la nuova app di chat, fa il boom grazie al Black out di WhatsApp foto

Più informazioni su

Torna l’appuntamento con la rubrica de IlGiunco.net “Hello Web, la comunicazione al tempo di internet”: «Telegram, la nuova app di chat, fa il boom grazie al Black out di WhatsApp»

a cura di Marco Gasparri*

È stata solo una spiacevole coincidenza, ma a poche ore dall’acquisto da parte di Facebook, due sabati or sono, WhatsApp si è bloccata per diverse ore. Il risultato è che milioni di utenti sono rimasti in panne e, come accade in questi casi, hanno iniziato una migrazione verso un’altra applicazione: Telegram fondata dai fratelli russi Nikolai e Pavel Durov.

D’altronde l’acquisizione dell’app di messaggistica statunitense, leader del settore, da parte di Facebook non è andata giù a milioni di utenti, turbati fondamentalmente da questioni di privacy. Telegram, che si caratterizza per essere una nuova app di messaggistica supersicura che sta esplodendo in queste ore, afferma di aver raccolto domenica scorsa, cioè nelle 24 ore successive al blocco della più celebre app, quasi 5 milioni di nuovi utenti. Un boom soprattutto europeo che ha provocato a sua volta un sovraccarico ai server, un black-out di un paio d’ore e la presenza fissa nelle classifiche dei servizi più scaricati in decine di mercati nel nostro continente.

Lanciata lo scorso agosto per iPhone e a ottobre per Android, Telegram è in realtà gestita da un team di base a Berlino. La Germania è certamente un paese più sicuro della Russia per i fratelli Durov.

Alle sigle cui siamo abituati – WhatsApp, WeChat, Skype – dovremo aggiungere anche Telegram, che allo scorso ottobre vantava appena 100mila utenti attivi su base giornaliera.

Tante le caratteristiche che rendono la nuova app vincente. E’ blindata: i messaggi sono criptati e possono essere programmati in modo che si autodistruggano dopo un certo lasso di tempo dalla lettura. I server dell’app sono distribuiti nel mondo: questo significa più velocità e massima sicurezza. L’ organizzazione “cloud based” dei contenuti, cioè la possibilità di accedervi da qualsiasi dispositivo, anche da Pc. Telegram é open source: le interfacce di programmazione e il protocollo sono liberi. Dála possibilità di inviare contenuti di qualsiasi dimensione a chat di gruppo, anche segrete, fino a 200 contatti.

Inoltre, cosa da non sottovalutare, Telegram é gratuita. “Telegram non è pensato per produrre profitti – si legge sul sito dell’app – non venderà mai pubblicità e non accetterà mai investimenti esterni. Non è in vendita. Non stiamo costruendo un database ma un programma di messaggistica per le persone”.

Quando WhatsApp è finita nelle mani di Facebook per la cifra colossale di 19 miliardi di dollari, gli utenti hanno cominciato a chiedersi se non fosse possibile cautelarsi dalla potenziale intrusione in oltre 450 milioni di rubriche telefoniche. Insomma Telegram cosi altre app sono destinate a crescere ancora.

 

* Marco Gasparri (nella foto in alto) è Direttore di Studio Kalimero, agenzia di marketing e comunicazione. Presidente dei Giovani Imprenditori di CNA si impegna da sempre nella divulgazione del sapere legato alla comunicazione, al marketing, al software libero.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.