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Imparare a gestire il diabete: la regione promuove i campi scuola, anche a Grosseto

FIRENZE – Una vacanza da solo, senza genitori. Per acquistare autonomia, conoscere altri coetanei, divertirsi, fare sport, stare all’aria aperta, a contatto con la natura. Un progetto possibile per molti ragazzi. Più difficile per quelli affetti da diabete. Per questo dal 2000 la Regione Toscana sostiene progetti di organizzazione di campi scuola per bambini e adolescenti con diabete. Un sostegno che viene riconfermato anche per il 2014: una delibera approvata nel corso dell’ultima seduta di giunta destina 140.000 euro alle aziende che hanno presentato progetti specifici.

Ai campi scuola, che sono gestiti dal Centro regionale per il diabete dell’età evolutiva dell’azienda ospedaliero-universitaria Meyer, dalla Asl 6 di Livorno e dalla 9 di Grosseto, i ragazzi imparano, con l’aiuto di medici e psicologi, a gestire il diabete e superare i problemi connessi con la convivenza con una patologia cronica.

Da 35 anni, la Asl 9 di Grosseto, in collaborazione con la locale Associazione giovani diabetici (AGD Grosseto) organizza i campi scuola, finanziati dalla Regione, per bambini e ragazzi fino a 14 anni con diabete. L’ultimo in ordine di tempo, si è svolto lo scorso settembre alla fattoria La Principina, a Grosseto.

Da quando questa esperienza è partita, la prima volta oltre tre decenni fa, i sanitari della Pediatria dell’ospedale di Grosseto sono stati impegnati nell’educazione di circa 750 di bambini e ragazzi, provenienti da tutta la Toscana, che hanno potuto partecipare ai campi scuola organizzati in Maremma. A questa, si aggiungono le numerose altre iniziative per i bambini più piccoli, accompagnati dai genitori, per gli adolescenti e quelle dedicate ai giovani adulti per accompagnarli dalla Pediatria al Centro per gli adulti (ne sono stati organizzati 9). Per quanto riguarda la patologia a Grosseto, la Pediatria della Asl 9 segue circa 50 ragazzi che soffrono di diabete di tipo “1”, con circa 2/3 nuovi casi ogni anno.

“Il campo – spiegano gli organizzatori – intende dare a questi bambini e ragazzi gli strumenti e le conoscenze per motivarsi, già da giovanissimi, a costruire i propri criteri di autogestione. E questo non solo con lezioni frontali, in cui gli esperti parlano e i ragazzi ascoltano, ma attraverso l’esperienza pratica, ascoltando i ragazzi e offrendo loro l’opportunità di mettere in pratica ciò che apprendono mentre lo stanno apprendendo, incoraggiandoli e facendosi partecipi dei loro dubbi e dei loro timori, abituandoli a convivere con la loro patologia. Il diabete, infatti, non dà dolore e senza questo potente stimolo è facile scivolare nella trascuratezza. Per questo diventa fondamentale l’educazione all’autogestione, attraverso pochi e semplici concetti”.

A questo proposito, il logo dei campi scuola, scelto insieme ai ragazzi, è “D.A.I. che ce la fai”, dove “D.A.I” sta per dieta, attività fisica, insulina, i pilastri dell’autocontrollo che, uniti all’educazione, aiutano i ragazzi ad aiutare se stessi, guidandoli all’autogestione della patologia.

“Teniamo molto a continuare a garantire il sostegno della Regione a questi progetti – dice l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni – Il campo scuola è il primo passo per l’autonomia del ragazzo dalla famiglia. Al campo scuola è il ragazzo ad essere coinvolto e responsabilizzato in prima persona. Le esperienze degli anni passati ci hanno dimostrato l’efficacia e la valenza terapeutica di questi campi e noi, in accordo con le associazioni di volontariato, siamo determinati ad assicurare continuità a questi progetti”.

I campi per i ragazzi più grandi (11-16 e 14-17 anni) sono rivolti ai soli ragazzi, con la partecipazione di 3-4 ragazzi di età superiore, che svolgono la funzione di “diabetico guida”, grazie alle esperienze già maturate nei precedenti campi scuola. I campi per i più piccoli sono rivolti ai gruppi familiari e il bambino (6-10 anni) partecipa con entrambi i genitori. Ai campi sono presenti medici, infermieri, psicologi, pediatri, dietisti, preparatori atletici della facoltà di scienze motorie, personale dell’Associazione diabetici. I campi si svolgono in montagna, in agriturismo, in barca. Tra le proposte di quest’anno, ci sono campi scuola al Dynamocamp di Limestre Pistoiese (21-23 febbraio), una settimana sulla neve (2-8 marzo e Sestola, Modena), una settimana in campagna, in agriturismo (periodo da definire tra maggio e settembre), una in barca a vela, una crociera a bordo di Nave Italia (tra maggio e ottobre), un campo sulle Apuane in collaborazione con il Soccorso Alpino di Massa Carrara, e un campo in Sicilia.

Ogni anno nella fascia di età 0-14 anni si verificano 8-10 nuovi casi ogni 100.000 bambini e 6-7 nella fascia di età giovanile tra 15 e 29 anni. E il trend è in aumento, in Toscana come nel resto d’Italia: +3,6% l’anno. Il diabete dell’età evolutiva colpisce in Italia circa l’1 per mille della popolazione ed è pari a circa l’8% di tutti i casi di diabete. Questa patologia a carattere sociale emergente può essere affrontata con la prevenzione primaria e secondaria, ma quando si è ormai evidenziata, diventano fondamentali l’autocontrollo e la capacità di gestione da parte dei ragazzi.

Il periodo di vacanza (da 7 a 10 giorni) passato “da solo” rassicura i genitori sulla capacità del figlio di auto gestirsi, e sviluppa nel ragazzo una maggiore sicurezza di sé. Per i medici, vivere in stretto contatto, 24 ore su 24, con i ragazzi, consente loro di osservarli più da vicino a stabilire con loro un rapporto che non è più di dipendenza medico-paziente, ma di collaborazione attiva e diretta. Le lezioni teoriche si alternano a esercitazioni pratiche e ogni ragazzo è stimolato a compiere da solo i controlli e le terapie necessarie.

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