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No alla pesca illegale. Anche Coldiretti contro gli irregolari: «Nostri equipaggi sono la prima tutela»

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GROSSETO – Coldiretti Impresa Pesca prende atto con sorpresa di quanto riportato dal presidente di Italia Nostra, Michele Scola, in merito a “molte segnalazioni riguardanti la pesca illegale a strascico lungo le coste della provincia di Grosseto”.

«Impresa Pesca – si legge in una nota di Coldiretti -, alla quale d’altro canto non risulta il via vai di motopesca abusivi, che nottetempo “arano” il fondale compreso tra il parco della Maremma e Castiglione della Pescaia, coglie l’occasione per ribadire la propria totale avversione nei confronti di una pratica illegale, responsabile di gravi danni all’ecosistema marino, che costituisce inoltre una forma di autentica concorrenza sleale nei confronti di chi opera onestamente. D’altro canto a questa associazione pare che le preoccupazioni manifestate da Italia Nostra corrano il rischio di criminalizzare una intera economia del territorio, che si prodiga con difficoltà a superare una lunga e difficoltosa congiuntura, nel rispetto della legge e della natura. In particolare i nostri pescatori si rendono costantemente protagonisti di una autentica azione di tutela e conservazione dell’equilibrio tra uomo e ambiente, sia per la consapevolezza che il mare costituisca una risorsa per le generazioni future (tanto vero che l’occupazione giovanile impiegata nel settore è in netta controtendenza con l’andamento generale), sia per il dato oggettivo che, contrariamente a quanto avviene in altre zone del Paese, nel nostro mare lo stock di pesce è in perfetto equilibrio».

«Coldiretti Impresa Pesca è certa che laddove fossero commessi abusi, questi sarebbero prontamente fronteggiati dalle capitanerie di porto, dotate di strumenti tecnologici capaci di localizzare, in qualsiasi momento, i motopesca, e invita gli amici di Italia Nostra ad imbarcarsi con i propri pescatori, per verificare quanto questi ultimi tengano al loro mare, che partecipano a ripulire da ogni tipo di detriti alla deriva».

«Impresa Pesca Coldiretti, che ha condannato in tutte le sedi tali pratiche scorrette, ha recentemente presentato alla Giunta regionale Toscana un piano di gestione locale per l’esercizio della pesca, che prevede l’aumento di 30 giorni di fermo biologico per il ripopolamento (da distribuire nel corso dell’anno), e la creazione di vaste aree di “nursery” a mare, nelle quali ogni attività di prelievo sia interdetta in modo che il ripopolamento avvenga esclusivamente in omaggio ai cicli naturali. Da ultimo vale la pena sottolineare come il pescato della marineria santostefanese sia l’unico che viene tracciato con punto gps, in modo che il consumatore possa conoscere dove e quando è stato prelevato».

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