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San Lorenzo, la cattedrale di Grosseto fulcro della città

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a cura di Daniela Belloni

GROSSETO – “La Cattedrale di Grosseto tra architettura ed urbanistica” è il titolo della conferenza organizzata da Soroptimist International Club, che si è svolta oggi presso l’Archivio di Stato e che ha visto Pietro Pettini, Presidente dell’Ordine degli Architetti, relazionare su questo monumento secondo criteri storici, architettonici, urbanistici e sociali.

Pettini, legato personalmente alla Cattedrale quale luogo dove si sono sposati i genitori e dove lui è stato battezzato, è attaccato a questa chiesa non solo perché fu al centro di un suo esame universitario, ma anche perché, negli anni 80, ne ha fatto oggetto di studio nel suo periodo di insegnamento al liceo artistico di Grosseto.

Questa chiesa, infatti, è stata coinvolta da almeno sei stili architettonici, iniziando con lo stile prettamente romanico e risalente alla prima fase costruttiva, per passare al gotico ed al barocco, fino ad arrivare al neoclassico, tipico del restauro dell’Ottocento. Quindi nozioni di storia, partendo dalle civitas romane, per giungere ai feudi monastici, dalla ricchezza del territorio fino alle costruzioni intorno alle saline, argomentando su Roselle, dove inizialmente si trovava il vescovo e la diocesi, per poi arrivare al trasferimento della sede vescovile a Grosseto nel 1138, che sancì l’aver trovato un luogo ancora più importante per il clero.

Non solo quindi la cattedrale, distrutta, modificata e riscostruita più volte, ma anche un approfondimento sull’importanza che Grosseto ha avuto nel corso della storia, in quanto è stata coinvolta nella rivoluzione urbana avvenuta nel XIII secolo ed è stata residenza di importanti personaggi storici, come per esempio Federico II di Svevia che, insieme alla sua corte, caratterizzata da uomini illustri e da poeti, ha trascorso a Grosseto lunghi periodi.

In particolare poi, non molto tempo fa, è stata addirittura scoperta una stanza segreta sotto al Duomo, un vano risalente al 1400 e contenente più di 3000 reperti, che, all’epoca rimaneva in superficie ed era dedicato ad una attività commerciale. Da questo, probabilmente, si ha la conferma che nel corso di modifiche, restauri e ricostruzioni, la cattedrale di San Lorenzo, risulti ruotata rispetto all’iniziale progetto costruttivo.

 

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