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Arrestato scippatore seriale: tanta la refurtiva ancora da restituire – FOTO foto

di Barbara Farnetani

GROSSETO – Sfruttava l’elemento sorpresa. La sorpresa che veniva da essere un tranquillo signore di 60 anni, vestito come tanti, all’apparenza per nulla pericoloso. Prendeva di mira donne anziane, che avevano appena prelevato al bancomat, poi le affiancava e strappava loro la borsa. Senza curarsi del fatto che qualcuna di loro tentasse di far resistenza, di fatto trasfondo un furto con strappo in una rapina.

Con questo sistema l’uomo, originario di Napoli e da circa un anno residente a Grosseto, ha messo a segno tre scippi accertati, anche se probabilmente ce ne sono molti di più viste le chiavi, i portafogli e i cellulari che sono stati rinvenuti nella sua abitazione e di cui la Questura sta ancora cercando le proprietarie. L’uomo, che ha numerosi precedenti specifici e non al suo attivo, ha girovagato per tutta Italia, e da un anno circa si era stabilito con la moglie rumena e il figlioletto a Roselle.

Da qui partiva per i suoi raid, messi a segno sempre nei dintorni del centro, via Oberdan e limitrofe. Non aveva un lavoro, viveva dei proventi dei propri furti. L’ultimo però, ai danni di una donna di 90 anni, gli è stato fatale, grazie alla presenza di un poliziotto fuori servizio che si trovava in zona e che è immediatamente intervenuto. L’agente ha chiamato i rinforzi e in 14 secondi le Volanti e la Squadra Mobile sono giunte sul posto facendo scattare le manette ai polsi del malvivente.

L’arresto è stato poi convalidato e l’uomo si trova attualmente agli arresti domiciliari. Sull’uomo negli ultimi tempi si erano già addensati i sospetti della Questura che stava svolgendo proprio delle indagini a suo carico. Una sorta di ragnatela sulla città, che si stava lentamente stringendo su di lui.

Il questore di Grosseto Michele Laratta ha poi sottolineato l’importanza di creare una rete, con vigilantes privati ma anche con operatori dell’azienda dei trasporti e dei rifiuti, un modo per sensibilizzare tutta la città e «avere fiducia nelle Forze dell’ordine, partecipando alla sicurezza collettiva e consentendo interventi sempre più rapidi».

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