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Il ritorno della “donna ragno”. Rimosso un altro alloggio abusivo in città foto

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di Lorenzo Falconi

GROSSETO – E’ stata ribattezzata la “donna ragno”, perché intreccia il fil di ferro come la tela di un aracnide, ma soprattutto perché, con materiali di fortuna raccolti per strada, è in grado di costruirsi un rifugio in città, pezzo dopo pezzo, giorno dopo giorno, con un lavoro certosino. E’ la storia di una donna di 58 anni, originaria di Firenze, che già in passato aveva “edificato” alloggi abusivi a Grosseto, utilizzando cartoni, tendaggi, teli di plastica, materassi usati, cataste di legna e altro materiale ancora, ma soprattutto andando ad occupare le proprietà dell’Enel. Era già accaduto in via Calabria, nel mese di settembre scorso, quando l’alloggio fu smantellato con un intervento di bonifica, ma la storia si ripete, questa volta in via Quarnaro, dove la donna aveva scelto un’altra proprietà recintata dell’Enel per allestire la sua dimora.

Proprio l’Enel aveva presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Grosseto che ha disposto l’intervento da parte della Polizia Municipale. Questa mattina, nel giro di quasi due ore, l’area è stata bonificata in virtù dell’operazione congiunta da parte del Nucleo operativo antidegrado, di Sei Toscana, Cooperativa Lisa, Ecolat, Enel e Coeso. Questi ultimi sono intervenuti con l’intento di dare assistenza sociale alla donna. Della situazione di degrado, si erano lamentati anche i residenti della zona. Al momento dell’intervento, la donna non ha opposto resistenza, ha solo chiesto e ottenuto che alcuni effetti personali, come i libri, le fossero restituiti. Così è stato, mentre il rifugio abusivo veniva progressivamente smantellato.

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