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Enrico Rossi: l’ospedale di Massa Marittima non si tocca. 3 miliardi di investimenti

MASSA MARITTIMA – “Dal 2000 ad oggi abbiamo investito l’enorme cifra di 3 miliardi per la ristrutturazione e l’ammodernamento della rete ospedaliera e dei presidi toscani. E anche il S. Andrea di Massa Marittima non solo resterà in funzione ma lo abbiamo potenziato grazie ad un intervento da 12 milioni di euro”.

Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in visita all’ospedale del comune grossetano, prima sosta della sua tappa nei comuni metalliferi nel corso della dodicesima tappa del suo “Viaggio in Toscana” che per lo impegnerà per l’intera giornata di oggi.

Accompagnato dall’assessore regionale al diritto alla salute, Luigi Marroni, dal direttore generale della Asl 9 Fausto Mariotti con la direzione aziendale e dal direttore del presidio, Massimo Forti, Rossi ha visitato il nuovo reparto di dialisi, che è stato raddoppiato e che verrà inaugurato tra pochi giorni. Grazie alle sue 14 postazioni oltre ai pazienti di zona potrà così ospitare anche i turisti dializzati. Il presidente ha visitato anche il nuovo reparto di oncologia medica, mentre l’area medica è la parte che è in corso di ristrutturazione.

“Ringrazio gli operatori – ha detto Rossi durante il breve incontro con il personale – perchè se la sanità toscana ha tenuto è soprattutto merito vostro. Dal 2011 ad oggi abbiamo dovuto rinunciare ogni anno a 600 milioni di fondo sanitario, il che ha comportato tra l’altro la perdita di circa 2.000 addetti e gli altri attendono da troppo tempo il rinnovo del contratto. Nonostante ciò abbiamo i migliori esiti ospedalieri d’Italia, cioè i pazienti escono dai nostri ospedali più sani che altrove. Vi invito quindi a continuare come avete fatto finora, cioè a lavorare con quella capacità di innovazione che anche in sanità rappresenta una risorsa preziosa”.

Il presidente ha detto infine che occorrerà dedicare maggiore attenzione alle nuove povertà, che sono in aumento, puntando sull’integrazione tra sanità e sociale perchè si deve aiutare chi è più in difficoltà e perchè è dimostrato che malattie e condizione sociale sono strattamente intrecciate.

Rossi ha poi invitato il direttore generale a sviluppare un progetto sull’odontoiatria sociale che rappresenta uno dei punti di maggiore criticità per i cittadini meno abbienti.

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