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A Follonica crescono i turisti, soprattutto italiani, Baldi: affrontare le criticità e puntare sulla qualità

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di Barbara Farnetani

FOLLONICA – Aumentano presenze e arrivi a Follonica che nel 2013 hanno visto, tra gli italiani, un aumento rispettivamente del 34,5% e del 19,3%. Più in generale il flusso turistico ha visto un incremento degli arrivi del 7,7% e delle presenze del 21,9% con una permanenza media che passa da 7 a 8 giorni. Si è dunque invertito un trend di decrescita che andava avanti dal 2010. l’aumento di presenze riguarda soprattutto l’extraalberghiero (villaggi, campeggi, agriturismo, affittacamere…) ma anche seppure in misura più moderata, anche il settore alberghiero. Se però la presenza è rimasta stabile tra campeggi e villaggi con 11 giorni di presenza media, negli alberghi la permanenza si è leggermente allungata da 6,5 a 7,5 giorni.

Difficile invece calcolare il pero delle seconde case, che di fatto sfuggono ad ogni censimento. «Il circuito di tutte le strutture turistiche della città è costituito da 59 strutture ricettive e poco meno di 6000 posti letto – dice il sindaco Eleonora Baldi – in particolare i 21 alberghi coprono 1254 posti letto, mentre le restanti strutture comprese nell’extralberghiero coprono 4586 posti. Nell’extralberghiero non è compreso il circuito delle seconde case, molto consistente a Follonica (forse pari a quello che rientra nel circuito ufficiale e rilevato), composto da 9500/10000 appartamenti: proprio perché il dato non è rilevabile, questo rende sicuramente parziale il rilevamento globale e reale dei flussi turistici, sia in termini di presenze che di arrivi».

Rispetto agli stranieri, invece la presenza è costante (-0,2%) mentre sono gli arrivi ad aver subito un calo del 18% soprattutto i mesi di media stagione. Quelli che sono giunti a Follonica si sono però trattenuti di più da 8 a 10 giorni. Purtroppo è proprio in media stagione che che la capacità di spesa del turista è più alta. «Dobbiamo sottolineare che la riapertura dei villaggi come imprese turistiche ricettive è sicuramente elemento importante per i dati rilevati (aumento dei flussi italiani nell’extraalberghiero) – precisa Baldi -, ed è auspicabile, sia in termini di pubblicità che in termini di arrivi e presenze. I dati del 2013 comunque sono molto buoni: sono sintomo di una ripresa consistente e danno spazio a valutazioni che gli attori principali (pubblica amministrazione, imprenditori, cittadini) devono elaborare».

La provincia di Grosseto, nel totale dei comuni, ha un incremento di presenze del 6.63% e di arrivi del 3,36, e sono soprattutto gli stranieri ad aumentare sia presenze che arrivi. In particolare nelle strutture alberghiere, gli arrivi degli stranieri sono aumentati del 10% , mentre le presenze del 28%, contro un 5% e 7,7 di Follonica. Cosa inversa è accaduta per i turisti italiani, che a Follonica sono aumentati del 41 % (sia arrivi che presenze) , mentre in provincia si sono contratti dell’1,45% e le presenze sono aumentate del 6,54%. «Sicuramente Follonica ha un po’ diminuito l’esotismo di vacanza balneare pura – continua il sindaco Baldi – ma ha acquistato il valore territoriale».

«Sicuramente ci sono debolezze da affrontare, e su quello dobbiamo impegnarci – prosegue Baldi -: dobbiamo stare attenti al contesto ambientale, bellissimo ovviamente, ma con criticità verso le quali il turista, soprattutto straniero, mostra sensibilità; ma dobbiamo anche essere consapevoli e cercare di risolvere le fragilità strutturali che, in uno scenario mondiale di criticità congiunturale, ovviamente possono rappresentare freni. Dobbiamo puntare su una ricettività alberghiera di qualità abbandonare completamente la caratteristica di dopolavoristi del turismo. La pubblica amministrazione ha quindi il compito di riconoscere gli imprenditori turistici, coadiuvandoli nei percorsi burocratici e soprattutto nelle azioni accattivanti di riqualificazione, necessarie per tenere e per fare un salto di qualità. Anche per i follonichesi esiste un impegno, che è quello di definire e assecondare obiettivi compatibili, in grado di creare economie non di contrasto ma di armonia con tutti i soggetti coinvolti, in un contesto che ovviamente non potrà più tornare primitivo ma dovrà tendere all’innovazione, al superamento dei punti di rottura e alla condivisione del senso del buon vivere».

 

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