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Alla scoperta di Dante e del “suo” Medioevo: tre incontri a Orbetello

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a cura di Daniela Belloni

ORBETELLO – “Il Medioevo di Dante” è il titolo del ciclo di incontri, ad ingresso libero, organizzato dall’Associazione Archeosofica di Grosseto, che vedrà intervenire come unica relatrice, Miriam Parricchi, quale membro attivo dell’associazione.

Miriam Parricchi, laureata in Scienze Politiche all’università La Sapienza di Roma nel 1985, dal 1988 inizia lo studio dell’Archeosofia, la dottrina che si prefigge di aiutare ogni uomo ed ogni donna, a dare una risposta a tutte quelle domande che, ognuno di noi, almeno una volta nella vita si è posto e che sono alla base della nostra esistenza. Ha all’attivo diverse iniziative, incontri e conferenze in varie città d’Italia, tra cui, oltre a Grosseto ed Orbetello, troviamo Trieste, Viterbo, Palermo ed Arezzo.

L’Associazione Archeosofica, fondata nel 1968 da Tommaso Palamidessi, è un’associazione culturale senza scopo di lucro e svolge la propria attività, in Italia ed all’estero, con fine esclusivamente culturale, promuovendo conferenze, mostre e corsi su argomenti atti a riscoprire ed a favorire lo sviluppo spirituale dell’uomo. Il termine archeosofica, deriva da archeosofia, un vocabolo coniato dal fondatore dell’associazione, che significa scienza dello spirito, da “arché” che vuol dire principio e “sofia” che indica scienza e sapienza.

Nell’ambito degli eventi culturali patrocinati dal comune di Orbetello, le iniziative di questa associazione sono diventate, nel corso degli anni, un appuntamento costante, atteso ed apprezzato, a tal punto da richiamare anche un pubblico non locale.

Questi tre incontri, serviranno ad investigare, con un taglio particolare, il mondo dantesco così straordinario e complesso, andando alla ricerca degli aspetti meno conosciuti, ma non per questo meno importanti per accostarsi in maniera più profonda e completa all’opera. Possiamo dire che Dante è stato molto più che grande poeta e creatore della lingua italiana, troviamo grandi personaggi del passato ad affermarlo ma anche nuovi studiosi, che, hanno esaminato a lungo le sue opere, con particolare attenzione alla Commedia e che, hanno saputo scoprire, dietro ad un linguaggio che all’apparenza sembra un trattato di teologia morale, l’itinerario ascetico di un Dante ermetico, alchimista e rosacroce, che si esprime indicando ai lettori, con simbolismo classico e cristiano, la via per raggiungere, da vivi, gli stati superiori della coscienza e per conoscere, attraverso il viaggio nei mondi fuori e dentro sé stessi, l’arte di reintegrarsi all’Assoluto.

“O voi che avete gli intelletti sani, / Mirate la dottrina che s’asconde/ sotto il velame delle versi strani”: è lo stesso Dante che avverte i lettori di oggi che nella sua opera vi è una dottrina nascosta, di cui il senso esteriore è appunto un velo che deve essere rimosso per conoscere la profondità e la verità delle cose.

Il primo incontro, dal titolo “Dante e il suo tempo”, di carattere introduttivo e generale, è previsto per sabato 8 febbraio, ore 17.30 presso la sala delle esposizioni (ex sala del Frontone), in piazza della Repubblica ad Orbetello e seguiranno, “Il Grande viaggio: il linguaggio simbolico della Divina Commedia” sabato 15 febbraio e, per concludere “Dante templare e rosacroce”, sabato 22 febbraio.

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