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Consiglio provinciale senza numero legale, Sel: «Chi non ha interesse si dimetta»

GROSSETO – «L’episodio che si è verificato oggi in consiglio provinciale è deprecabile. La mancanza del numero legale e la conseguente impossibilità per l’assise provinciale a deliberare su atti importanti per il territorio della nostra provincia e per tutti i cittadini rappresenta un episodio che ci auguriamo non si ripeta più. All’ordine del giorno del consiglio odierno tra i vari punti previsti c’erano argomenti importantissimi come l’adozione del Piano Interprovinciale dei Rifiuti, l’accordo per la gestione della Laguna di Orbetello e un intervento di modifica della rete scolastica a beneficio della Città di Grosseto». Questa la posizione del coordinamento provinciale di Sel.

«Non vorremmo che l’atteggiamento dei consiglieri assenti, sia di maggioranza che di minoranza, sia dovuto al degrado dell’etica politica che in questi anni si è sviluppato in Italia indebolendo le istituzioni democratiche del nostro paese e facendo crescere il populismo diffuso – attaccano da Sel -, così come non vorremo che le lotte intestine ai singoli partiti, dovute anche agli strascichi congressuali, incidano negativamente sullo svolgimento delle attività istituzionali che servono al bene della gente e non certo agli interessi dei singoli esponenti politici. Richiamiamo al proprio dovere i partiti che esprimono consiglieri nell’amministrazione provinciale: Pd, Centro Democratico, Ncd, Forza Italia e Udc, quest’ultimo con un consigliere che, come molti altri di minoranza e qualcuno di maggioranza, da molti mesi costantemente assente».

«Noi di Sel, invece, oggi come sempre, siamo stati presenti in quanto rispettosi del mandato che i cittadini di questa provincia ci hanno conferito, cercando di portare il nostro contributo senza mai calcolare il nostro interesse di singoli o di singolo partito ma esclusivamente per provare a migliorare la situazione del nostro territorio – concludono -. Esprimiamo quindi alla Provincia, negli organi istituzionali del presidente, della giunta e del consiglio stesso, massimo sostegno affinché fino all’ultimo giorno del mandato venga svolto con determinazione ed impegno il lavoro che i cittadini si attendono. Episodi come quello odierno, e ci rivolgiamo soprattutto al partito di maggioranza relativa, ovvero il Pd, non devono più ripetersi. Chi non ha interesse a partecipare al consiglio provinciale si dimetta, lo faccia almeno per rispetto dei cittadini che lo hanno eletto».

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