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Invasione di storni, Italia Nostra: «Non si risolve il problema tagliando gli alberi»

GROSSETO – Sull’invasione degli storni interviene Michele Scola, presidente della sezione di Grosseto: «Che gli storni siano un problema per l’ambiente, e nello specifico per gli umani, è un fatto certo. Questi uccelli, innanzitutto, sono, aggressivi e voraci, scacciano gli altri uccelli, anche quelli a noi graditi, e mangiano di tutto, muovendosi in grandi stormi che a volte raggiungono diverse migliaia di unità. Le devastazioni che possono causare alle coltivazioni agricole, insomma, sono rilevanti. Che fare, dunque, per porre rimedio al problema? Negli uffici dell’amministrazione pubblica si è escogitata, l’idea di affidare ai falconieri maremmani il compito di liberare poiane e falchi ammaestrati fra gli alberi infestati dagli storni, nella speranza che i rapaci mettano in fuga gli invasori – osserva Scola -. Il progetto, a mio parere, servirà soprattutto come passatempo per i falconieri. In campo aperto, cioè in condizioni ottimali di visibilità, uno o più  rapaci possono mettere in fuga migliaia di storni in volo, ma per riuscire a stanarli dai numerosi alberi dove si sono insediati non è di certo sufficiente ad allontanare in permanenza uccelli così forti e determinati».

«L’aspetto più preoccupante della vicenda è, comunque,  l’intenzione dell’amministrazione pubblica, che sta cominciando a trapelare, di risolvere sbrigativamente il problema con le motoseghe: per scacciare gli uccelli, si abbattono gli alberi. Un’idea assolutamente sbagliata e pretestuosa, perché gli uccelli migrerebbero in un’altra zona alberata della città, e a quel punto che cosa si farebbe? Si butterebbero giù anche quegli alberi? L’idea è inaccettabile anche perché, per risolvere un problema rimediabile si causerebbe un guaio peggiore – osserva Scola – Abbiamo già più volte criticato questa irresistibile tendenza dell’amministrazione ad abbattere, o ridurre a monconi, gli alberi della città».

Michele Scola poi, si lancia in una ipotesi: «Le malelingue hanno segnalato la possibile esistenza di due motivazioni alla base di  questa malsana tendenza all’abuso delle motoseghe. Dicono che in Maremma è stato creato un mostro famelico, l’inceneritore di Scarlino, che non si può fermare, e che divora e brucia qualunque rifiuto, compresi gli alberi e le loro potature. Quel legname in questo modo prodotto andrebbe inoltre ad aumentare, in modo improprio, la quota di rifiuti riciclati dal Comune».

«Le tecniche alternative al taglio indiscriminato degli alberi per scacciare gli storni esistono, e sono disponibili sul mercato a costi contenuti. Sono i cosiddetti “dissuasori”, apparecchi funzionanti a batteria o con collegamenti alla rete elettrica, capaci di  generare in vario modo rumori ed effetti luminosi i quali, ripetuti regolarmente ogni giorno e in continuità per alcuni giorni, finiscono inevitabilmente per  disturbare gli uccelli e per indurli ad andarsene – conclude Scola -. Digitando su Internet  “dissuasori per uccelli” o “dissuasori per animali” appaiono migliaia di siti, fra i quali è di sicuro reperibile la ragionevole soluzione del problema».

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