“Porta a porta” al centro del Piano dei rifiuti. «Abbiamo impianti efficienti». Martedì l’adozione foto

di Daniele Reali

GROSSETO – Raccolta differenziata “porta a porta” e novo sistema di impianti. Sono questi due i cardini del nuovo piano provinciale dei rifiuti che in consiglio per l’adozione martedì prossimo. A definire le due “colonne” su cui poggia il provvedimento è il presidente Leonardo Marras che prima del passaggio in consiglio ha voluto «chiudere il cerchio del dibattito pubblico che si era aperto sul piano dopo la sua presentazione».

«Le critiche – dice Marras – ce le aspettavamo, anche le polemiche. Però proprio per chi fa polemica contro il piano che abbiamo elaborato, vogliamo ribadire che si tratta di un documento che prevede il passaggio del sistema di raccolta in linea al porta a porta».

Entro il 2018 la provincia di Grosseto, così come tutti i territori dell’Ato sud (ci sono anche le province di Siena e Arezzo e la zona della Val di Cornia in provincia di Livorno) dovrà raggiungere il 70% della differenziata. «Partiamo da una percentuale misera – spiega Marras – vicino al 30%, ma l’obiettivo del piano è quello di raggiungere nel tempo “la chimera” di non portare più rifiuti da incenerire».

Il piano prevede quindi, secondo Marras e l’assessore all’ambiente Patrizia Siveri, la differenziata spinta e impianti flessibili in grado di “cambiare pelle”. «Tra questi c’è quello di Strillaie: è strategico ed efficiente, di dimensioni grandi e in grado di puntare anche su economie di scala».

«È un impianto – spiega la Siveri – che può essere messo a disposizione anche delle altre province e questo può portare alla riduzione delle tariffe per i grossetani: per esempio alle Strillaie si possono gestire 27 mila tonnellate di organico; Grosseto ne produce non più di 10 mila. Grazie alle Strillaie si è passati da pagare, sempre in riferimento all’organico, 120 euro a tonnellata a 47 euro con l’impianto a regime».

Ma secondo Marras un altro punto a favore del piano riguarda la sicurezza del territorio maremmano. «Con questo piano si ridefinisce il sistema impiantistico e si garantisce che per 25 anni non avremo problemi con i rifiuti: non si vedranno insomma le scene viste a Napoli».

Per quanto riguarda invece la “ridiscussione” della convenzione con Futura la strada, ha spiegato l’assessore Siveri, potrebbe essere quella di consentire alla società che opera a Strillaie di avviare una terza linea di attività che è prevista nel piano e che riguarda la realizzazione di un biodigestore.

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