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Tariffe dell’acqua, domani i comitati depositeranno il ricorso contro l’Acquedotto

GROSSETO – Domani è il giorno dei comitati per l’acqua che depositeranno al Tar della Toscana un ricorso contro il rimborso della Remunerazione di capitale investito previsto dall’Autorità idrica regionale ed approvato dall’AEEG, Autorità per l’energia elettrica e il gas. A costituirsi come parte lesa saranno, oltre al Forum nazionale ed al Comitato Acqua Pubblica di Arezzo, anche alcuni utenti dei sei ATO toscani. Tra questi utenti anche Silvia Cencini «la prima cittadina che, avendo praticato la campagna di autoriduzione di “Obbedienza civile”, è stata distaccata dal servizio dall’Acquedotto del Fiora. La sua adesione al ricorso presso il Tribunale amministrativo riveste per noi un importante valore simbolico – afferma Andrea Marciani per il Comitato Acqua Bene Comune di Grosseto e Amiata Val d’Orcia -, ricordiamo infatti che Silvia è stata la prima ed unica “obbediente”, delle migliaia di utenti idrici che praticano l’autoriduzione in Toscana, a subire l’angheria del distacco del contatore ed il Comitato per l’Acqua Bene Comune di Grosseto ritiene che questo distacco sia l’autentico biglietto da visita del neo presidente Tiberio Tiberi, eloquente smentita alle sue reiterate asserzioni di voler rispettare l’esito dei referendum del 2011».

«L’Acquedotto del Fiora si accinge a rimborsare ai suoi utenti la ridicola somma di 37 centesimi di euro (a forfait, per ogni utente, indipendentemente dagli importi pagati nel periodo di riferimento) – continua Marciani -. Questi 37 centesimi sono quelli che hanno permesso all’amministratore delegato dell’AdF Paolo Pizzari di annunciare, nel corso del Fiora Day, bollette più leggere per tutti i suoi utenti. A tutelare i cittadini e la proprietà pubblica dovrebbero provvedere i nostri sindaci, ma negli anni trascorsi dall’esito referendario ad oggi, nelle nostre provincie, solo il sindaco di Monterotondo Marittimo ha osato dissentire dai piani del gestore privato, per il resto sindaci nuovi o vecchi, rottamatori o rottamandi, hanno sempre firmato qualsiasi piano o bilancio sia stato loro sottoposto. Questa di domani martedì 7 gennaio è la prima di numerose iniziative giudiziarie che i Comitati ABC di Siena e Grosseto intendono prendere nei prossimi mesi, consci ormai che, di fronte al patto di ferro tra politici e speculatori finanziari, per i cittadini italiani, solo nelle aule dei tribunali resiste qualche speranza di equità e di giustizia sociale».

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