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Mabro, Russotto deve far luce sul futuro dell’azienda, ma il tempo stringe

di Lorenzo Falconi

GROSSETO – Sono giorni di incontri alla ex Mabro, con il commissario Giampiero Russotto impegnato a mettere sul tavolo alcune proposte già discusse con i sindacati e che i dipendenti saranno chiamati a valutare. In tal senso è fissata per mercoledì 8 gennaio, alle 16, l’assemblea in fabbrica a cui parteciperanno tutti i lavoratori, indipendentemente dalle divisioni in essere all’interno dell’azienda. Prima però, i dipendenti di sponda Cgil si ritroveranno nella sede del sindacato per fare il punto della situazione alla vigilia del nuovo confronto con il commissario. L’appuntamento è fissato per domani, alle 17.30. Le Rsu, piuttosto arrabbiate dopo quanto successo venerdì 3 gennaio, si sono sentite scavalcate dal modus operandi di Russotto e attendono una verifica dettagliata dalla segreteria della Cgil su quelle che potrebbero essere le mosse nell’immediato futuro. Probabile che, nello scenario che si va a delineare, il commissario porti avanti la proposta di creare due fitti di ramo d’azienda, una soluzione che apparentemente potrebbe risolvere il clima di perenne divisione all’interno della fabbrica. Resta un processo non semplice da mettere in atto, perché questo tipo di percorso non sarebbe gradito dalla maggior parte dei dipendenti.

A questo aspetto si aggiunge una certa fretta che Russotto avrebbe, dato che il commissario è stato chiaro sin dall’inizio dell’avventura alla ex Mabro: tempi strettissimi di manovra per arrivare al bando di cessione entro fine gennaio. Del resto gli eventi da circoletto rosso sul calendario, sono già numerosi in questo avvio di 2014. Solo nel mese di gennaio si contano tre date importati per il futuro dell’azienda maremmana: l’incontro con i lavoratori e le proposte del commissario l’8 gennaio, il ritorno in tribunale della vicenda Royal Tuscany il 16, lo sfratto dal capannone il 30. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e a sufficienza per non dormire sonni tranquilli. A Russotto il compito di venire a capo di una vertenza che resta tremendamente ingarbugliata.

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