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Nuovo direttore per il reparto di Rianimazione del Misericordia. È la dottoressa Cinzia Casadio

GROSSETO – Cambio della guardia per l’Unità operativa Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Misericordia di Grosseto. Da oggi, 1 gennaio 2014, il nuovo direttore, temporaneamente incaricato, è la dottoressa Cinzia Casadio, che rivestirà contestualmente anche il ruolo di direttore dell’Area funzionale Terapie intensive, in sostituzione del dottor Roberto Madonna, in pensione da oggi.

Cinzia Casadio, dal 2001 responsabile della Rianimazione del presidio ospedaliero Colline dell’Albegna, continuerà a ricoprire questo incarico, pur avendo come sede di lavoro prevalente quella del Misericordia. Nel frattempo, la direzione sanitaria della Asl 9 sta valutando alcune ipotesi di riorganizzazione e potenziamento della Rianimazione dell’ospedale lagunare, presentate dalla dottoressa Casadio, per garantirne la piena funzionalità e la massima qualità delle prestazioni sanitarie erogate in questa struttura.

Come commenta una nota della Direzione aziendale della Asl 9, la scelta di affidare la direzione della Rianimazione e dell’Area funzionale Terapie intensive di Grosseto alla dottoressa Casadio, è stata quella più logica per assicurare continuità e qualità al servizio, grazie all’esperienza maturata proprio nella Asl di Grosseto. Dopo 5 anni di lavoro all’ospedale pediatrico Meyer, infatti, ha prestato servizio nella Asl di Grosseto dall’89, collaborando strettamente con il dottor Roberto Madonna sia a Orbetello che all’ospedale del Capoluogo.

La Direzione aziendale coglie l’occasione per salutare e ringraziare, anche in questa sede, il dottor Roberto Madonna, per lunghi anni un pilastro nell’organizzazione delle Terapie intensive nelle strutture ospedaliere della Asl 9: direttore della Rianimazione di Orbetello, dal 1998 al 2001, ha successivamente ricoperto, fino al 2013, il ruolo di direttore della Rianimazione e dell’Area funzionale Terapie intensive del Misericordia. Il suo è stato un contributo fondamentale all’innovazione organizzativa, sia per la particolare attenzione che ha posto nella gestione del personale medico e infermieristico, sia per la scelta della cosiddetta “Rianimazione aperta”, che consente ai familiari dei ricoverati di restare accanto ai loro cari senza restrizioni di orario.

 

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