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Mabro, tensione in fabbrica. Le maestranze: «Chiediamo sicurezza»

di Lorenzo Falconi

GROSSETO – Il clima natalizio non allenta le tensioni in casa Mabro. All’azienda di via Senese, rientrata in fase produttiva proprio in questi giorni, allo scopo di completare le consegne come richiesto dall’amministratore unico di Abbigliamento Grosseto Maurizio Santoro e approvato dal commissario Giampiero Russotto, si è registrata un’altra mattinata di dissapori. A farne riferimento sono le maestranze presenti in fabbrica che, in una lettera inviata proprio a Russotto, invitano il commissario a prendere provvedimenti. «Le oltre cinquanta persone che stamattina si sono recate in azienda si sono trovate ad affrontare una situazione insostenibile e potenzialmente pericolosa – scrivono -. Infatti alle 8, oltre al personale  chiamato in azienda, si sono presentate una quindicina di nostre colleghe accompagnate da alcune ex Rsu Cgil, che hanno iniziato a girare per i reparti e, scavalcando le caposezione, hanno cercato di dare disposizioni per lo svolgimento dell’attività lavorativa, prendere informazioni sull’andamento del lavoro e sui nomi dei clienti che attualmente hanno ordini da evadere. Questo atteggiamento ha creato una forte tensione, anche perché alcune di noi sono state fatte oggetto di commenti beffardi ed al limite offensivi».

«Tra l’altro oggi era presente un importante cliente dell’est europeo, venuto a verificare lo stato della sua commessa, che non ha ricevuto una buona impressione della nostra azienda – spiegano ancora le maestranze -. Chiediamo quindi che, se e quando  riprenderà il lavoro, ci siano condizioni normali di sicurezza e di organizzazione. Non è tollerabile che mentre il personale è al proprio posto di lavoro altri girino per i reparti, senza alcun controllo e autorizzazione». Le maestranze fanno riferimento poi al black-out che si è verificato in mattinata all’interno dell’azienda e che ha creato notevoli disagi: «Quando la fabbrica apre ci deve essere un responsabile in azienda che possa controllare la produzione e prendere decisioni, senza ritrovarsi nella situazione di stamattina quando per oltre un’ora c’è stato un completo black out. La preghiamo quindi – concludono le maestranze nelle lettera inviata a Russotto – di prendere provvedimenti per assicurare normali condizioni di lavoro per chi sarà chiamato a terminare gli ordini rimasti».

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