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Mabro, si torna a lavorare in fabbrica, ma solo per pochi giorni

di Lorenzo Falconi

GROSSETO – Alla Mabro si torna a lavorare, ma solo per pochi giorni e con pochissime persone a disposizione. Alcune lavoratrici, infatti, hanno ricevuto la richiesta di riprendere l’attività da oggi sino alla fine del mese di dicembre, per ultimare le consegne già in essere. La richiesta arriva direttamente dall’amministratore unico di Abbigliamento Grosseto Maurizio Santoro che ha ricevuto autorizzazione a procedere da parte del commissario straordinario Giampiero Russotto. E proprio al commissario, le Rsu di sponda Cgil, rivolgono una nuova riflessione, dopo che stamani si sono recate in azienda per verificare lo stato dei lavori: «Pur essendo favorevoli alla necessità di onorare i contratti stipulati, notiamo che dalla verifica effettuata i capi già in catena sono soltanto 15, probabilmente gli altri debbono ancora essere tagliati – spiegano  gli esponenti della Rsu -. Il personale presente al lavoro è invece già dislocato in tutta la catena, quindi non è in grado di lavorare finché i capi,  tagliati o da tagliare, non giungono nelle varie sezioni. Nel personale presente mancano professionalità specifiche, mentre sono presenti altre in quantità eccessiva o non necessarie. Le caposezioni non sono a conoscenza del lavoro che deve essere eseguito, mentre il numero delle ore calcolate per completare il lavoro ci pare essere sovrastimato».

In totale, a livello produttivo, sarebbe stato richiesto il completamento di circa 200 capi, tra giacche, pantaloni, cappotti e abiti, per un totale di poco più di 1000 ore lavorative necessarie. Ordini già in atto prima dell’arrivo del commissario e da consegnare entro il 31 dicembre, ma che potrebbero dare un segnale anche in ottica futura, come sostenuto nei giorni passati in merito alla richiesta di una ripresa della produzione invocata dalle Rsu. «Crediamo sia importante per il nostro futuro dare continuità produttiva, ma ciò non può essere fatto dimenticando una regola fondamentale: l’organizzazione e la programmazione sono indispensabili per non produrre con costi superiori ai ricavi – precisano le Rsu rivolgendosi ancora al commissario Russotto -. Quindi la valutazione del tipo di prodotto, il personale necessario per professionalità e per i tempi di intervento nella produzione, sono elementi fondamentali per l’equilibrio dei conti e non possono essere lasciati a soggetti che hanno una preparazione per compiti diversi o che mancano proprio di preparazione. Oggi Abbigliamento Grosseto si è giocato buona parte del guadagno che avrebbe potuto provenire dalla commessa. Le chiediamo di intervenire, nell’ambito delle sue competenze, affinché il tutto non si concluda con costi molto superiori ai ricavi».

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