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Crisi: ancora segno meno. Vendite a picco anche nel settore alimentare foto

GROSSETO – È ancora segno meno per il settore commerciale dove a soffrire è tutto il comparto, compreso quello alimentare. Il terzo trimestre (luglio, agosto e settembre), secondo quanto emerge dall’analisi congiunturale della Camera di commercio, vede nuovamente un calo rispetto allo stesso periodo del 2012. -7,1% la media, con la prestaziuone peggiore che riguarda la piccola distribuzione (addirittura -8,2%), poco meglio la media (-8%), mentre la grande distribuzione fa segnare un -3,1%. ad andare peggio è il no food con -10,1% (prodotti per la casa ed elettrodomestici -12,6%) perdite più contenute per il settore alimentare (–2,3%) che pure fanno pensare, anche perché le previsioni per il IV trimestre sono tiutt’altro che positive.

«Quanto emerge dalla nostra periodica indagine trimestrale ripresenta uno scenario decisamente preoccupante con i trend di consumo che, per usare una espressione deritiana, parlano di un Paese smarrito – afferma Giovanni Lamioni, presidente della Camera di commercio -. Infatti, in una recente indagine del Censis condotta a livello nazionale, emerge che i consumi descrivono un Paese ancora sotto sforzo, profondamente fiaccato da una crisi persistente. Dai primi anni 2000 a oggi sono diminuite del 6,7% le spese per prodotti alimentari, del 15% quelle per abbigliamento e calzature, dell’8% quelle per l’arredamento e per la manutenzione della casa, del 19% quelle per i trasporti. Viceversa sono cresciute alcune spese incomprimibili, come quelle per le utenze domestiche e la manutenzione della casa (+6,3%) e quelle medico-sanitarie (+19%). Il crollo dei consumi – sottolinea Lamioni ha interessato anche per il settore commerciale della provincia di Grosseto che, a seguito della propria connotazione di mercato prevalentemente interno, continua a patire pesanti conseguenze. Nel terzo trimestre del 2013, nonostante i mesi estivi, la flessione delle spese delle famiglie è risultata particolarmente significativa; il fatturato complessivo delle nostre imprese commerciali infatti fa registrare un preoccupante -7,1% rispetto allo stesso periodo del 2012 che pure aveva fatto registrare il peggior risultato dal 2005 (-8,6%); un risultato tra i più negativi della Toscana, superato solo da quello fatto registrare dalla provincia di Massa Carrara (-7,4%) ed anche le previsioni a breve, non sembrano invertire significativamente il trend. Questi dati confermano , purtroppo, le preoccupazioni sullo stato di salute del sistema economico provinciale che, non più di qualche settimana fa, abbiamo rappresentato in occasione della presentazione del rapporto semestrale».

Grosseto(-7,1%), si posiziona al secondo posto della classifica, superata, in negativo, solo da Massa Carrara (-9,7%). Le altre province, con l’eccezione di Prato (-2,6%), si posizionano tra -4,2%, (Firenze e Livorno) e Lucca (-6,3%); per il sesto trimestre consecutivo per tutte le province toscane ed in tutte le distinte tipologie, l’andamento delle vendite del commercio al dettaglio risulta negativo. La lunga sequenza di trimestri con segno meno conferma che la crisi da congiunturale sta diventando strutturale, con massicce perdite nei nove anni di rilevazione del giro di affari non solo per la piccola e media distribuzione ma, da qualche trimestre, anche per la grande distribuzione, la cui limitata “perdita” è contenuta soprattutto grazie ai notevoli valori positivi cumulati nella primi anni oggetto di indagine e più precisamente fino al 2008.

Il volume di affari delle imprese commerciali grossetane non ha confermato il trend delle ultime rilevazioni e, in particolare, la similitudine negli andamenti tra il food ed il no food. Infatti mentre le vendite dei prodotti alimentari (-2,3%), anche se negative manifestano un dato migliore di quello del trimestre precedente (-3,9%) la stessa cosa non si può rilevare per quelle dei prodotti non alimentari (-10,1%) che quasi raddoppiano il dato del periodo aprile-giugno 2013 (-5,4%) precipitando verso valori preoccupanti. Quasi nullo (-0,1%) l’andamento delle vendite negli ipermercati, supermercati e grandi magazzini che sembrerebbero beneficiare dell’afflusso dei turisti estivi recuperando rispetto al -4% del trimestre precedente.

Anche per il terzo trimestre 2013, tra le tre distinte voci, quella che continua a destare maggiori preoccupazioni riguarda il settore prodotti per la casa ed elettrodomestici (-12,6%), con un raddoppio rispetto a quanto, già elevato, registrato nel trimestre precedente(-6,1%); critica anche la situazione per il comparto abbigliamento ed accessori (-7,6% ,di poco inferiore al dato precedente -8,%). Infine anche relativamente all’ultima voce degli esercizi no food classificata come altri prodotti non alimentari, trova conferma il fosco quadro negativo dell’andamento del settore che, nello specifico con -10,1% risulta dal 2005 il secondo picco negativo per intensità (il primo in assoluto, -10,7%, è stato registrato nella rilevazione del terzo trimestre 2012).In questa categoria rientrano, tra gli altri, i prodotti farmaceutici, di profumeria, libri, giornali, cartoleria

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