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Tares, Pd e Psi: il sindaco mente, hanno massacrato cittadini e commercianti

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MONTEROTONDO MARTTIMO – «Aumenti dal 30 al 300%» è quanto prevede, secondo Pd e Psi, la Tares a Monterotondo. «Gli questi amministratori hanno dimostrato ancora una volta di non aver interesse ad alleviare le difficoltà della comunità ma hanno preferito massacrare con gli aumenti di questa tassa i cittadini, gli ormai rari commercianti rimasti e le aziende turistiche presenti sul territorio. Il sindaco si giustifica dando la colpa al governo che ha istituito la TARES, ma ciò non corrisponde a verità, in quanto un dispositivo di legge prevede che anziché applicare obbligatoriamente la nuova tassa, per il 2013 il Comune aveva la facoltà di rimanere con il vecchio sistema di tassazione TARSU che consente una copertura di bilancio comunale fino al 50% dell’intero costo, sollevando i cittadini da un ingente salasso».

«Basti pensare – prosegue la nota di Pd e Psi – che i nostri comuni limitrofi che hanno disponibilità e spese simili alle nostre (Massa Marittima, Castelnuovo, e Montieri) hanno mantenuto la TARSU o applicato la TARES compartecipando come comune alla spesa del servizio per evitare gli aumenti. In una recente lettera aperta il sindaco cerca di giustificarsi sostenendo che il bilancio non permetteva al comune di compartecipare alla spesa a causa dei tempi ristretti e per mancanza di fondi, entrambe le affermazioni non corrispondono al vero: il decreto legge che permette di mantenere la TARSU o compartecipare al costo del servizio è di agosto; per quanto riguarda le somme giudichino i cittadini visto che c’erano 70.000 euro di avanzo d’amministrazione che sono stati usati per l’estinzione di mutui che avevano un loro preciso percorso di ammortamento; senza contare che quest’anno ci sono state maggiori entrate nelle casse comunali grazie all’ENEL e allo stato pari a più di 200.000 euro. Alla nostra cittadinanza non resta che farsi l’augurio, dopo questo dono di Natale, di non trovare sotto l’albero un’ulteriore brutta sorpresa ma, magari, una loro riparatrice lettera di dimissioni».

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