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Orizzonte civico contro la soppressione del 118: «La salute è un diritto. A repentaglio la vita umana»

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GROSSETO – La soppressione della centrale 118 «è il pacco sotto l’Albero di Natale che ci arriva ben confezionato da Firenze». Orizzonte Civico Gruppo consiliare Lista Lolini interviene sulla decisione di inserire «Grosseto tra le sei centrali operative del 118 che entro il 31 ottobre 2014 verranno smantellate. Ancora una volta la Regione nel silenzio pressoché generalizzato della politica locale, ha inferto un’altra ferita al sistema sanitario grossetano».

«Non bastavano l’area vasta, la rivoluzione dei reparti col sistema dell’intensità di cura, la mortificazione dei piccoli ospedali, che ha visto sindaci di varie parti della Toscana scendere in piazza contro la Regione – afferma ancora Orizzonte Civico -, no adesso arriva questa ulteriore mazzata e chissà perché quando c’è da fare tagli, o come si dice oggi riorganizzazioni, tra i primi nella lista ci siamo sempre noi. La provincia di Grosseto, lo abbiamo capito, è una terra elettoralmente poco attraente per il Pd fiorentino, forse è più un peso che altro: siamo pochi, occupiamo uno spazio vastissimo, non rispondiamo agli standard che vedono sempre premiata Firenze e l’area che gli sta intorno e sempre penalizzati i territori più periferici, che già patiscono la diminuzione di un’infinità di servizi alla persona. La salute, però, è un diritto sancito costituzionalmente e non si può pensare che le tecnologie, per quanto avanzate, riescano sempre a sopperire i tagli. La sanità dovrebbe essere governata da logiche di prossimità. Che faranno i grossetani quando ci sarà da chiedere l’intervento del 118? Si faranno dare indicazioni da un operatore che da Arezzo o da Viareggio dovrà capire quali problemi di salute accusiamo e dove mandare i soccorsi? Suvvia, è una cosa ridicola!»

«Chiediamo che la politica locale, nei suoi principali esponenti istituzionali a partire dal sindaco di Grosseto che è anche presidente della Conferenza dei sindaci e della Società della salute, e con lui i consiglieri regionali di qualsiasi colore politico e la Provincia diano a questa terra un segnale di compattezza istituzionale e si facciano sentire, se non è già troppo tardi, perché non possiamo accettare che la vita umana sia messa a repentaglio dalle scellerate scelte di burocrati regionali che forse non sanno neppure dov’è Grosseto… L’alternativa – conclude Orizzonte civico – è che questa classe politica vada a casa perché incapace di rappresentare le istanze dei cittadini e di tutelarli».

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