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Cane da sopprimere, Bai risponde a senatrici Pd: Analisi superficiale, mancano risorse per i cittadini

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MASSA MARITTIMA – Sgomenta. È così che si sente il sindaco di Massa Marittima, Lidia Bai, rispetto alle dichiarazioni delle senatrici Pd Monica Cirinnà, Silvana Amati e Manuela Granaiola che erano intervenute sulla vicenda del Dogo Argentino Zorro. «Mi sgomenta intanto il tono sommario e liquidatorio con il quale affrontano la questione e la mancanza di una informazione approfondita che credo debba precedere affermazioni tanto nette e decise quanto approssimative. Ritengo che l’approssimazione mal si addica a chi riveste ruoli tanto importanti e francamente i toni liquidatori mi spaventano. Mi riferisco anche alle valutazioni sul responsabile della Veterinaria dell’Usl 9 di Grosseto del quale propongono l’allontanamento a causa delle sue dichiarazioni. Non entro nel merito delle dichiarazioni, ma l’allontanamento di un operatore dal ruolo che ricopre penso debba tener conto della sua professionalità, del lavoro svolto, della disponibilità a risolvere le questioni che si presentano sui territori, dell’assunzione di responsabilità rispetto ai problemi più urgenti, dell’onestà».

«Traspare nelle affermazioni delle senatrici, un’analisi superficiale e una scarsa conoscenza dei problemi che cittadini e amministratori locali si trovano ad affrontare quotidianamente – precisa il sindaco Bai -. Proprio le azioni in favore della difesa, il mantenimento e la tutela della salute degli animali rappresento allora una situazione concreta. Per il mantenimento dei randagi in una struttura costruita e gestita secondo la normativa europea, un comune di piccole dimensioni come quello di Massa Marittima, che ha un bilancio limitatissimo, spende 100.000 euro l’anno. Sono i cittadini di Massa Marittima che si fanno carico della tutela degli animali. A livello nazionale l’attenzione per gli animali pare invece essere molto carente».

«Mi aspetto allora dalle senatrici che appartengono al mio partito un impegno concreto nel proporre provvedimenti legislativi che prevedano risorse nazionali per garantire la tutela degli animali e per premiare i comuni virtuosi che, come il nostro, si fanno carico con scrupolo e attenzione di una sensibilità condivisa in tutto il Paese. Ma come sempre i sindaci sono da soli. Dall’intervento delle senatrici sembra trasparire in fondo soprattutto la loro lontananza dai territori, dai problemi veri e quotidiani della gente e delle amministrazioni locali, che si trovano a governare in piccole comunità che sembrano figlie di un Dio minore. Sì, perché insieme all’impegno per la tutela degli animali, c’è l’impegno per la salvaguardia della sicurezza e dell’incolumità pubblica, la lotta quotidiana per mantenere i servizi pubblici, per la difesa dei servizi socio-sanitari, per far fronte all’emergenza abitativa e occupazionale, insomma l’impegno per cercare di garantire pari opportunità per tutti i cittadini. Lo sanno le senatrici che nei comuni non ci sono risorse certe per dare tutte queste risposte? Spero di sì. Da donna impegnata nelle Istituzioni e nella politica, non voglio cedere a facili demagogie sui palazzi del potere e sulla loro lontananza dalla società reale ma voglio continuare a considerare i luoghi più alti delle nostre Istituzioni come i luoghi più alti della nostra democrazia».

 

 

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