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Brothel: «Le regole non sono cavilli. Ortelli lasci il cipiglio mussoliniano»

ISOLA DEL GIGLIO – Se «un rinvio del Consiglio come è avvenuto oggi non si è mai verificato, significa semplicemente che fino ad oggi tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute, hanno sempre rispettato i termini e le norme di legge». A parlare è il consigliere di opposizione di Isola del Giglio Attilio Brothel, che risponde alle parole del sindaco Ortelli in merito al rinvio del Consiglio comunale. Brothel sottolinea che fatti simili si erano già ripetuti in passato e che, per questo motivo, «avevo già messo in chiaro la mia posizione riguardo alla consegna dei documenti a me indirizzati attraverso il servizio del Messo comunale. Nella situazione descritta si concretizza una violazione del munus pubblico nei miei confronti. Le conseguenze di tale lesione non si limitano al piano politico, ma incidono sull’investitura dell’organo collegiale riunito per deliberare ed hanno riflessi anche sui provvedimenti amministrativi. In particolare l’irregolarità della notifica dell’avviso di convocazione impedisce di considerare validamente costituito il collegio, circostanza da cui deriva l’illegittimità di tutte le deliberazioni approvate».

Il sindaco Ortelli ieri ha «telefonato al Prefetto per avere conforto su come comportarsi ed anche in questa circostanza, ritengo – prosegue Brothel -, ha avuto risposta negativa e quindi ha dovuto necessariamente rinviare la seduta di Consiglio. Abbiamo l’impressione che nel suo cipiglio sussista qualche elemento di carattere involontariamente mussoliniano: ignorare le regole (semplici) che tutti i comuni rispettano da sempre, non sono cavilli (come afferma il sindaco), l’ansia animosa di passare alla storia costi quel che costi, la frenesia provinciale di lasciare una personale traccia nell’Isola a prescindere dai cittadini. Sarà una questione di narcisismo? Certo uno che spende, come quest’anno, 36.300 euro di soldi pubblici in favore di un’Agenzia giornalistica, per curare la propria immagine, e dimentica, ad esempio, che parte dell’archivio storico è ancora da restaurare e depositato, ormai da vari anni, presso lo studio di restauro “Deltos” di Firenze, in attesa di finanziamento (in misura minore rispetto a quello utilizzato dal sindaco per curare la propria immagine), ha un serio problema di scelta di priorità».

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