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Nuove povertà, solidarietà in aumento: l’analisi nei numeri della Caritas diocesana

di Lorenzo Falconi

GROSSETO – Lo stato di disagio sociale non conosce soste e vede la Caritas diocesana sempre più impegnata nelle emergenze quotidiane, frutto delle crescenti nuove povertà. Nell’ambito del protocollo d’intesa firmato tra Comune di Grosseto, Coeso, Caritas e la ditta privata Enegan, sono stati presentati alcuni numeri che devono far riflettere. Sono quelli della Caritas che nel 2013 ha servito 28mila pasti ai bisognosi, offerto 15mila docce per l’igiene personale, concesso 50mila capi di abbigliamento. Le visite mediche fornite sono 250, mentre attraverso i punti di ascolto sono 992 le famiglie incontrate, con 35mila euro erogati con il progetto prestito speranza. «Dove c’è povertà c’è ingiustizia – spiega Don Enzo Capitani (nella foto) -. Occorre fare molta attenzione perché il bisogno genera conflitto sociale e prima che sia troppo tardi è opportuno aumentare la solidarietà».

Per questo la Caritas diocesana punta a incrementare il sostegno ai bisognosi per il 2014, anche in relazione alle importanti novità: «Il nostro è un bilancio al contrario – osserva Don Enzo Capitani -, invece di risparmiare e di ridurre, andiamo a valutare le possibilità di intervento cercando di erogare più risorse possibili. Oltretutto il 31 dicembre 2013 cesseranno le forniture di esuberi alimentari ai bisognosi da parte di Agea, come sostenuto a livello europeo. Un’ostacolo in più dato che la ridistribuzione delle eccedenze alimentari aveva un impatto pari al 33% sui servizi Caritas. Per fortuna l’azienda privata Enegan si è inserita in questo contesto in maniera decisiva».

Tra gli obiettivi del 2014, quindi, spicca l’emporio della solidarietà, per una fornitura mirata, in base alle necessità di prodotti alimentari e non solo. Un modo per distribuire al meglio le risorse disponibili. Attualmente, con questo progetto, vengono supportate 35 famiglie, ma Caritaas conta di allargare il servizio a ben 200 nel 2014. Inoltre si punta sul centro d’ascolto come antenna per l’intera città. Tra gli obiettivi c’è anche quello di promuovere il volontariato (attualmente sono 143 i volontari Caritas), oltre a proseguire la stretta opera di collaborazione con il Comune di Grosseto.

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