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Mabro, le maestranze: «Fabbrica ancora funzionante grazie al nostro lavoro»

GROSSETO – Le maestranze della ex Mabro si sono riunite in assemblea dopo la sentenza del tribunale di Grosseto che ha respinto la richiesta di concordato preventivo presentata da Abbigliamento Grosseto e ha avviato la procedura della Prodi bis. «La decisione mette fine ad una situazione di incertezza che si protraeva da molti giorni e apre un nuovo scenario, ci auguriamo altre opportunità per il futuro – spiegano le operaie che sono sempre state al fianco dell’azienda -. La Prodi bis che a suo tempo fu richiesta da tutte le organizzazioni sindacali, non è la soluzione dei nostri problemi, ma l’ultima possibilità che rimane per evitare il fallimento e con esso la perdita di tutti i posti di lavoro».

«L’attività portata avanti tra molte difficoltà dalle lavoratrici e dai lavoratori in questi ultimi mesi fanno si che il commissario nominato dal ministero trovi una fabbrica ancora funzionante e produttiva, con un portafoglio ordini cospicuo – aggiungono le maestranze -. Inoltre gli importanti ordini acquisiti, richiedono che l’attività prduttiva prosegua senza interruzioni, pena non solo un danno economico di grandi proporzioni, ma anche l’ulteriore perdità di credibilità presso i committenti e il rischio concreto di vanificare  l’intera stagione».

«Per questi motivi noi che in questi mesi abbiamo continuato a lavorare, dichiariamo al nuovo commissario la  disponibilità a operare per tentare di salvare l’azienda, che è l’obiettivo per cui ci siamo fino ad ora impegnati, un impegno gravoso e pieno di sacrifici di cui però siamo orgogliosi – concludono -. Aspettiamo di conoscere nei prossimi giorni come intende muoversi per dare un futuro al nostro lavoro».

Commenti

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  1. Scritto da elena moschini

    Credo che adesso facciano bene a chiarire al commissario entrante quale è stata ed è la loro posizione oggi visto che come ho detto prima non lo è stato in passato. Una ottima fabbrica si fa con persone che lavorano sodo unite tutte dallo stesso fine. E noi che siamo state fuori lo abbiamo dimostrato tutti i giorni in questi mesi. Abbiamo riso, pianto sempre insieme perché il nostro obbiettivo ers ritornare a kavorare nella Nostra fabbrica in cui crediamo TUTTE INSIEME

  2. Scritto da elena moschini

    Continuo: quello che è il diritto fondamentale di un lavoratore, lo stipendio! Adesso che siamo rientrate in Azienda e abbiamo visto la disperazione in vui è stata lasciata mi chiedo: come intendono riprendere immediatamente l attività produttiva quando la catena, il magazzino e tutto il resto è completamente vuoto. Hanno permesso di fare alla proprietà quello che i sindacati tutti avevano sempre scongiurato accadesse, per riorganizzare una xatena vuota ci vogliono adesso centinaia di euro. E in piu cisa ancora peggiore comportandosi cone hsnno fatto e dicendo le frasi che hanno detto dui giornali hanno fatto capire ancora di più a noi e alla cittadinanza tutta che il l8ro scopo appoggiando il concordato era solo quello di mantenere il loro posto di lavoro a dispetto dei 100 esuberi annunciati dall azienda. Forse non hanno riflettuto che gli esuberi ersno persone e le persone quelle che un giorno ersno le loro colleghe.

  3. Scritto da elena moschini

    Vorrei lasciare un mio commento sulle parole dette dalle mie colleghe o che almeno pensavo lo fossero. Diversi mesi fa ormai quando decidemmo di iniziate questa battaglia oer la Pridi alcune di noi decisero che senza continuazione lavorativa non ci sarebbe mai stata concessa la Prodi bis. Nonostante il parere contrario dei sindacati e della maggioranza queste rientrarono in azienda e continuarono a lavorare cmq pet il rsggiungimento del nostro stesdo scopo. Da li forse traviate da qualcuno hanno iniziato s pensare che il futuro della Mabro erano loro e loro soltsnto. Sono iniziate le offese, le denunce, le bugie nei confronti di quelle colkeghe che differentemente da loro avevano deciso di non sottomettersi e non farsi cosi caloestare quello che è idiritlfondamentali di un lavoratore9