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Mabro, i lavoratori entrano in azienda: «Ci riprendiamo la nostra fabbrica» – FOTO

di Lorenzo Falconi

GROSSETO – La lunga mattinata dei dipendenti di Abbigliamento Grosseto inizia in tribunale. Alle 9.30 è già stata ufficializzata la sentenza del giudice Vincenzo Pedone che respinge nuovamente il concordato proposto dalla società e decreta l’ingresso in Prodi bis dell’azienda, con tanto di nomina del commissario pratese Giampiero Russotto. E’ la notizia attesa da tantissimi mesi da parte dei lavoratori di sponda Cgil che spingevano per il provvedimento e quindi i festeggiamenti partono proprio dal tribunale di Grosseto. Sulle scale si radunano sempre più dipendenti, mano a mano che la notizia si diffonde. Partono abbracci, qualche lacrima di commozione, per una battaglia estenuante e considerata vinta. Dal tribunale escono anche i vertici di Abbigliamento Grosseto, con l’amministratore unico Maurizio Santoro e la manager Benedetta Bertellini che vengono invitati dai lavoratori ad «andare a casa». Santono è al cellulare e non si sofferma, mentre Bertellini supera il gruppo di dipendenti per poi voltarsi e mandare, con un gesto, un “bacio” ironico. Nessun contatto tra le parti si verifica, ma il momento di gioia dei lavoratori in stato di agitazione non si ferma.

La tappa successiva è in via Senese, in fabbrica. Bandiere, striscioni e l’immancabile spumante, i dipendenti sfilano in una sorta di corteo, si fermano davanti alla porta principale per brindare e cantare, prima di entrare in azienda. «Andiamo a riprenderci la nostra fabbrica», dicono e fanno ingresso nello stabile. I dipendenti si dirigono alla catena produttiva e, virtualmente, ma in qualche caso anche fisicamente, riabbracciano il proprio posto di lavoro. «Ognuno nella propria postazione – aggiungono – siamo pronti a ripartire». Davanti a Santoro e a Bertellini, che nel frattempo hanno fatto rientro in azienda, sfilano i dipendenti che per mesi hanno condotto una battaglia tenace fuori dai cancelli della fabbrica. Ancora una volta non c’è contatto tra le parti, ma la tensione è comunque presente.

Sventolano le bandiere della Cgil, mentre per la Rsu parla Nadia Perino, sempre in prima linea con le altre compagne: «Siamo state ripagate per la dura battaglia che abbiamo condotto – dice -, oggi abbiamo vinto anche se siamo consapevoli che ci attende una dura sfida per risollevare le sorti dell’azienda. Noi però siamo pronte. Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, quello di allontanare le persone incompetenti e adesso andiamo a riprenderci la nostra fabbrica, siamo state le uniche a volerle bene. A Santoro diciamo che noi siamo scadute, ma restiamo in azienda, lui, invece, se ne deve andare». Parole di ringraziamento e attestati di stima arrivano nei confronti di Giampiero Ciambotti, l’ex sindacalista che è stato punto di riferimento per la Rsu: «Lui è stato il nostro paladino – aggiunge Nadia Perino -, ci ha sempre creduto e aveva ragione».

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