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Il dolore del Vescovo per la morte del clochard: «Forse si poteva fare di più»

GROSSETO – «La morte di un essere umano causata in qualche modo dall’ingiustizia e dalla povertà è un evento che sempre deve scuotere il nostro cuore» così il vescovo Rodolfo Cetoloni che è rimasto molto colpito dalla notizia del decesso, alla stazione di Grosseto, di Edward Suchodolski, senzatetto polacco di 56 anni. «L’amarezza, però, si fa ancor più forte in questi giorni che precedono il Natale – dichiara il vescovo della Diocesi di Grosseto –. Il mio intervento non vuole minimamente aggrapparsi ad un buonismo vacuo, che, a volte, sembra avere il sopravvento. No, la notizia di un povero trovato morto alla stazione della nostra città ci interpella proprio perché intendiamo prendere sul serio questo tempo che ci accompagna verso il Natale».

«Quel che abbiamo di umanità e lo sguardo di fede all’Incarnazione di Gesù, che celebriamo in tanti modi, ci fa confrontare ancor più duramente con l’ingiustizia di questi eventi. Un uomo, ogni uomo che, anche  nella sua povertà, interessa Dio, lo vediamo diventare parte dello scarto della società! In me e in tutta la Chiesa di Grosseto – continua monsignor Cetoloni – ci sono il dolore e la domanda impellente su quello che si poteva fare di più, che si può fare di più. Dalla Caritas diocesana ho saputo che Edward veniva a mangiare alla nostra mensa e che era conosciuto: questa circostanza mi fa esprimere ancor più il cordoglio, unito alla volontà profonda di tener viva l’attenzione e l’operatività quotidiana di quello che la comunità cristiana può fare. La Chiesa prova ad esserci, ogni giorno, come può e come sa: prova ad esserci attraverso la Caritas diocesana e le sue diramazioni nelle parrocchie; prova ad esserci attraverso molti altri servizi di prossimità; prova ad esserci dando fondo alla fantasia della carità e alla solidarietà diffusa, perché in questa città non si debba più assistere ad altre morti di donne e uomini che, senza una fissa dimora, vivono le loro notti in ‘alloggi’ di fortuna».

«Oltre alle opere che continueremo a mettere in essere, vogliamo esserci come presenza che ha il desiderio di investire più anima, più cuore, più mezzi – prosegue il vescovo -. Occorre tutti insieme, infine, aprire una riflessione corale sulla circostanza per cui non si può rincorrere l’emergenza solo con i rimedi, pur necessari e insostituibili. Mi è stato raccontato che alcuni anni fa un fatto analogo, accaduto in città, mise in moto volontà e impegni di collaborazione tra varie istituzioni. La morte di Edward ci chiama tutti a riflettere però sul male e sull’ingiustizia che stanno alla base di situazioni sempre più drammatiche e che poi sfociano in eventi così tragici. Questo riguarda la coscienza di tutti, nelle varie misure di responsabilità. Riprendiamo il filo del confronto, “perché la fraternità – scrive Papa Francesco nel messaggio per la giornata mondiale per la pace 2014 – è una dimensione essenziale dell’uomo, il quale è essere relazionale. La viva consapevolezza di questa relazionalità ci porta a vedere e trattare ogni persona come una vera sorella e un vero fratello, senza di essa diventa impossibile la costruzione di una società più giusta e di una pace solida e duratura”. Tutti insieme, allora, mettiamoci in ascolto dei bisogni di questa terra e insieme non rendiamo vana questa tragedia», conclude il Vescovo Rodolfo.

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