a cura di Massimo Vigni
Settimo appuntamento con la nostra rubrica “Discount”, i dischi di ieri e di oggi. Questa settima puntata è dedicata al Banco del Mutuo Soccorso e al loro album “Io sono nato libero” del 1973.
Dopo il primo album che porta il nome del gruppo (il salvadanaio per intendersi), dove s’intrecciano echi medioevali a brani prog/rock e il secondo Darwin dove il gruppo si cimenta in un concept album sul tema dell’evoluzione, tutti e due ottimi album da ascoltare e riascoltare, arriva “Io sono nato libero”che è per me il migliore.
Il brano “canto nomade per un prigioniero politico”, suite che nella versione originale prendeva tutto il primo lato dell’LP è un pezzo che nulla invidia ai cugini inglesi del periodo (genesis – king crimson etc.) rock progressivo con un Francesco Di Giacomo voce splendida di un condannato politico che aspetta la sua esecuzione, e un Gianni Nocenzi al piano superlativo. Segue ”non mi rompete” il brano più famoso del gruppo, esecuzione lieve tra la chitarra che da quest’album sarà’ saldamente nelle mani di Rodolfo Maltese e la voce unica di Francesco Di Giacomo. ”la città sottile “ è un brano contorto, difficile scritto da Gianni Nocenzi tra piano e versi quasi parlati, come hanno detto in tanti, puro delirio psichedelico. Segue “niente è più lo stesso”altro brano impegnato sul tema dell’inutilità della guerra, dove Francesco è la voce sofferente del guerriero che ritorna appunto dove niente è più lo stesso. L’album finisce con un brano strumentale velocissimo e nervoso, traccia II.
Amo questo disco perché nell’estate del 73 a una festa dell’unita’ a Greve in Chianti ho assistito al mio primo concerto. Il banco del mutuo soccorso che presentava “io sono nato libero”.
Tracklist: canto nomade per un prigioniero politico / non mi rompete / la città sottile / niente è più lo stesso / traccia II.
Per ascoltare: www.youtube.com/ NON MI ROMPETE
Canto nomade per un prigioniero politico – 15:53