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Tasse e povertà, Fare Grosseto: «Amministrazione pensi al fattore famiglia»

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GROSSETO – L’amministrazione comunale può fare qualcosa per contrastare la forte pressione fiscale dello Stato ed andare incontro alle necessità della gente. E’ la convinzione di Fare Grosseto che, senza incitare la cittadinanza a scendere in piazza, sceglie la via delle proposte concrete. Una di queste, si chiama “fattore famiglia”, che il comune capoluogo potrebbe almeno sperimentare. Ma cosa vuol dire prendere in considerazione il “Fattore famiglia”? Il movimento cittadino lo spiega così: «Significa che una quota di reddito non deve essere tassabile perché è necessaria per condurre una vita dignitosa da parte del nucleo familiare. Una quota che, evidentemente, aumenta quante più persone, e quindi figli, ci sono in famiglia».

Il meccanismo, in sostanza, individua un minimo di reddito non tassabile pari alla soglia della povertà relativa determinata dall’Istat annualmente. «Crediamo che il fattore famiglia potrebbe in qualche modo contrastare le difficoltà economiche determinate dalla forte pressione fiscale, dai costi per i servizi e dalla carenza di lavoro – continuano da Fare Grosseto -. In questi giorni ai grossetani stanno arrivando i temutissimi saldi della Tares. In molti casi, in particolare per le famiglie più numerose, l’importo complessivo è anche raddoppiato rispetto a quanto pagato con la Tarsu 2012. Nei casi di singoli occupanti immobili di ampie dimensioni, invece, si registrano dei risparmi». L’esatto contrario, dunque, rispetto al principio enunciato dal movimento.

«Anche a livello comunale sono previsti aiuti per gli asili, per le persone non autosufficienti, per i portatori di handicap – chiosano da Fare Grosseto -, ma sono sempre iniziative di tipo individuale e mai sono rivolte al nucleo familiare nel suo insieme. Quando si tratta di dare allo Stato, il terzo figlio pesa moltissimo, quando invece si deve ricevere dallo Stato, pesa pochissimo. Il Governo si è completamente dimenticato di questa fondamentale cellula base della società in cui i soggetti più deboli trovano cura e protezione. L’accanimento sulle famiglie purtroppo aumenterà ancora dal prossimo anno con la nuova tassa denominata Tasi, che andrà a sostituire l’Imu e la Tares. Questa nuova tassa peserà ancora di più dell’Imu sul bilancio, ancora una volta, a carico delle famiglie più numerose e meno abbienti».

Ad esempio, l’Imu prevedeva una diminuzione crescente della tassa in funzione del numero dei componenti della famiglia, mentre non sarà così con la Tasi, che farà aumentare i costi proprio in base al numero dei componenti della famiglia. «C’è bisogno di equità – concludono da Fare Grosseto – e di ascoltare i bisogni della cittadinanza. La famiglia va preservata. E solo ripartendo dalla famiglia si potrà costruire le basi per un futuro migliore».

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