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Furti alle cascatelle di Saturnia: rubate decine di cellulari e tablet. Due arresti foto

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di Barbara Farnetani

SATURNIA – Decine tra cellulari, macchine fotografiche, tablet, occhiali, portafogli. Un bottino per un valore di oltre 10 mila euro. Messo da parte in un mese di “lavoro” non deve essere stato facile per i Carabinieri di Saturnia ritrovare tutti proprietari della refurtiva rinvenuta a casa di uno dei due ladri arrestati per 11 furti alle cascatelle di Saturnia, nel comune di Manciano.

I furti son avvenuti tutto tra fine luglio e fine agosto. Dopo una srei di colpi messi a segno ai danni di turisti e residenti che avevano deciso di farsi un bagno al Mulino di Saturnia, i Carabinieri avevano deciso di effettuare una serie di appostamenti, sino a quando non avevano colto in flagranza uno dei ladri, 63 anni, mentre l’altro era riuscito a fuggire.

Durante le perquisizioni a casa dell’uomo, di origine sarda ma residente a Piancastagnaio, i Carabinieri avevano rinvenuto la refurtiva che era stata poi associata a ben 11 diversi furti. Portafogli ormai vuoti, macchine fotografiche, zainetti, occhiali e decine di telefoni anche di ultima generazione.

In uno dei casi i derubati erano i componenti di una famiglia francese, anche se di origine campana che erano venuti in Italia a trovare i parenti. Nella macchina fotografica avevano 4 mila foto del loro viaggio e dei parenti che non vedevano da anni, e che dunque sono stati particolarmente contenti del ritrovamento della macchina fotografica.

Dopo una serie di indagini i militari sono riusciti a rintracciare il complice del ladro, 73 anni, anche lui di origine sarda. I due, come hanno ricostruito i Carabinieri, facevano trasferte a Saturnia ogni 3-4 giorni. Qui aspettavano che le coppie lasciassero borse e zaini al bordo delle cascatelle, in luoghi asciutti, prima di immergersi. I due ladri allora si impossessavano delle borse lasciate incustodite. Se trovavano le chiavi delle auto ripulivano anche gli interni delle vetture. Una volta a casa uno prendeva i soldi mentre l’altro si occupava di “smaltire” la merce.

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