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Primarie Pd, Felicioni: Mi hanno impedito di votare, scriverò a Renzi

di Barbara Farnetani

GROSSETO – «Non mi hanno fatto votare». È incredulo Massimo Felicioni, della lista civica Grosseto Oggi. «Questa mattina sono andato a votare alle primarie, volevo dare il mio voto a Matteo Renzi, che ho già votato nella precedente tornata, e invece Giancarlo Bastiani ha detto subito che non potevo votare in quento rappresentante di una realtà politica differente». Sottolinea Felicioni che ammette anche un certo imbarazzo provato per questa situazione davanti agli altri votanti della circoscrizione Pace.

«In compenso hanno votato mia moglie e mia figlia Camilla, che ha da poco compiuto 18 anni e che era al suo primo voto – precisa Felicioni -. Ora mi chiedo, questa regola vale per tutti? So che c’è chi ha votato pur facendo parte di altri partiti. Tra l’altro la nostra è una lista civica, e quindi non si può neppure parlare di partito politico. Conosco personalmente Matteo Renzi e credo che possa essere la chiave per il cambiamento». Felicioni ha anche chiamato la Prefettura, «ho parlato con il funzionario Di Iorio che mi ha detto di non poter entrare nel merito trattandosi di elezioni interne ad un partito. Ora se c’è questa regola lo dovevano dire prima, oppure dovevano stabilire che a votare fosse solo chi è iscritto. So che altri rappresentanti politici hanno votato, mi hanno detto che ha votato Nuovo Millennio ad esempio» e questa mattina Gianfranco Chelini su twitter ha dichiarato “Ho votato Renzi perché se cambio il PD cambio anche l’Italia!”.

«Katia Scoccati e Lorenzo Mascagni, che erano al seggio – racconta Felicioni – hanno chiamato Militello che ha confermato che i rappresentanti politici non possono votare. Io credo invece che la questione sia politica, e che questo sia un atteggiamento in controtendenza rispetto ad una politica di contenuti che vuole aprirsi il più possibile. Comunque la cosa non finisce qui, andrò sino in fondo e scriverò anche a Matteo Renzi».

 

 

Commenti

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  1. Scritto da Alessandro Militello

    La logica è semplice: se una persona è legittimamente di UN ALTRO PARTITO non PUO’ pensare di eleggere il segretario di un partito diverso dal proprio.
    In effetti la questione attiene alla coerenza politica di ognuno.

    Statuto nazionale del PD:
    “Sono escluse dalla registrazione nell’Anagrafe degli iscritti e nell’Albo degli elettori del PD le persone appartenenti ad altri movimenti politici o iscritte ad altri partiti politici o aderenti, all’interno delle Assemblee elettive, a gruppi consiliari diversi da quello del Partito Democratico.
    Gli iscritti che, al termine delle procedure per la selezione delle candidature, si sono candidati in liste alternative al PD, o comunque non autorizzate dal PD, sono esclusi e non più registrabili, per l’anno in corso e per quello successivo, nell’Anagrafe degli iscritti”