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Tares, «Salasso per i grossetani». Bonifazi: «Non dipende dal Comune»

GROSSETO – L’introduzione dell’imposta sui rifiuti continua a far discutere, a intervenire sulla vicenda è il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale Fabrizio Rossi: «Avevamo ben capito in sede di approvazione delle tariffe Tares, in data 14 ottobre 2013, che sarebbe stato l’ennesimo salasso per i grossetani e per le attività commerciali e produttive. Infatti in quella sede il gruppo di Fratelli d’Italia fece dichiarazione di voto preannunciando l’abbandono  dell’aula in segno di protesta al momento della votazione».

«Dopo aver chiesto al consiglio di deliberare il massimo consentito per l’addizionale Irpef, si chiedeva di approvare le tariffe e il regolamento Tares che avrebbe comportato aumenti incredibili, specialmente per i commercianti, ma anche per le utenze domestiche. Purtroppo nessuno aveva ben chiarito che si poteva, almeno per quest’anno non prelevare, come al solito, nel borsello dei soliti, una cifra così esosa, rimanendo a Tarsu – spiega Rossi -. Altri comuni lo hanno fatto. Grosseto no. Forse neppure i consiglieri di maggioranza si erano interrogati a sufficienza sulla scelta che stavano compiendo. Oggi con i “bollettini” in mano, ci si rende conto di quanto avevamo ragione a protestare e di quanto la tassazione locale sia ormai alle stelle, non garantendo servizi adeguati».

La risposta in materia arriva direttamente dal sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi: «L’amministrazione comunale comprende perfettamente le preoccupazioni e anche l’indignazione di tanti cittadini e attività produttive colpite dalla Tares. In particolare la situazione di bar, ristoranti, negozi di ortofrutta e fiorai che, per loro natura, producono più rifiuti. E’ il bersaglio che è sbagliato. In sede di costruzione delle tariffe abbiamo fatto il possibile, dovendo districarci tra famiglie e attività riunite sotto una coperta unica dove, allungando da una parte si caricava peso fiscale sull’altra, il tutto dovendo applicare necessariamente i rigidi tariffari ministeriali. Anzi, grazie ai correttivi che siamo riusciti faticosamente a introdurre in queste maglie, abbiamo persino e sensibilmente ridotto il prelievo».

«Questa, lo ripetiamo ancora una volta in quanto non sembra essere abbastanza chiaro, è una tassa voluta dallo Stato che ha trasformato i comuni in veri e propri gabellieri, in esattori che vanno a prendersi gli insulti dai cittadini al posto di altri (come accaduto anche con l’Imu) – prosegue Bonifazi -. I fatti sono inconfutabili: una legge nazionale ha chiesto la copertura del 100% del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nei comuni. Infatti all’interno della Tares ci sono 30 centesimi al mq che vanno proprio allo Stato e che non c’erano nella Tarsu. Senza dimenticare il 5% che va alla Provincia. E poi non si può nemmeno dimenticare che, in questi anni, il Comune di Grosseto ha sempre fatto pagare meno rispetto agli altri comuni, puntando alla copertura del 78% del servizio. Si pagava meno sia rispetto a quelli che erano considerati moderni ed erano passati alla Tia, sia rispetto agli altri».

«L’amministrazione comunale non è comunque immobile. Abbiamo approvato una rimodulazione dell’Imu passata dall’aliquota ordinaria dello 0,86% allo 0,76% per fondi commerciali e artigianali, anche cercando di favorire un abbassamento degli affitti. Riduzioni Tosap anche per le ristrutturazioni degli edifici in centro o per l’organizzazione di mercatini sempre in centro o a Marina – conclude Bonifazi -. Nei prossimi giorni incontreremo le associazioni di categoria per fare il punto sulla rivoluzione nominale del sistema delle tasse locali nuovamente introdotto dalla Finanziaria nazionale e in quella sede saremo in grado di chiarire meglio le proposte da mettere in campo».

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