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Presto un monastero di Clarisse a Nomadelfia. E in Vescovado arriva il mercatino di Natale

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GROSSETO – Sarà un ponte dell’Immacolata ricco di iniziative quello che offre la Chiesa di Grosseto per vivere con sempre più consapevolezza il tempo presente e l’Avvento. Da venerdì 6 a domenica 8 dicembre nell’androne del palazzo vescovile, in corso Carducci, sarà presente un gruppo di Clarisse cappuccine del monastero di Fabriano, che allestiranno un semplice mercatino natalizio dove sarà possibile acquistare i prodotti frutto del loro quotidiano lavoro all’interno della clausura. Le monache hanno espresso il desiderio di trasferire la loro esperienza di vita contemplativa da Fabriano a Grosseto e più precisamente all’interno di Nomadelfia. Il percorso di avvicinamento è iniziato, ma richiederà ancora del tempo in attesa di poter disporre delle risorse sufficienti per avviare la costruzione di un piccolo monastero all’interno della comunità fondata da don Zeno. E’ la fraternità evangelica come stile e regola di vita il filo d’oro che lega l’esperienza di vita delle Clarisse cappuccine che professano la regola di Santa Chiara d’Assisi e la comunità dei nomadelfi dove, appunto, “la fraternità è legge”. Da questo incontro è nato il comune desiderio, delle monache e della Chiesa grossetana che non ha mai avuto nel suo territorio comunità contemplative, di impiantare anche a Grosseto un monastero. La presenza della Clarisse cappuccine in questo ponte dell’Immacolata vuole essere, dunque, l’occasione per cementare questa relazione e rafforzare le basi per un loro arrivo in Maremma.

Sabato 7 dicembre alle ore 21.15 nella sala Friuli (piazza San Francesco) arriverà, inoltre, il decano dei vaticanisti italiani, Luigi Accattoli, per un incontro pubblico promosso dalla Diocesi e dall’Azione Cattolica diocesana sul tema: “Papa Francesco eletto a mezzo secolo dal Concilio”. Si è, infatti, appena chiuso l’Anno della Fede indetto da Benedetto XVI proprio a 50 anni dall’avvio del Concilio Vaticano II, che ha rappresentato una nuova primavera per la Chiesa, ma che ancora attende di far maturare tutti i suoi frutti e il fatto che in questo anno così particolare la Chiesa abbia vissuto due eventi eccezionali come il gesto profetico ed umile delle dimissioni da parte di Benedetto XVI e la elezione come nuovo vescovo di Roma di Papa Francesco sono fatti di Vangelo su cui merita approfondire e capire più nel profondo.

Accattoli aiuterà senz’altro a fare questo, a fronte della sua lunga esperienza professionale maturata al Corriere della Sera. 70 anni, padre di cinque figli, giornalista, scrittore, conferenziere, ma soprattutto il decano dei vaticanisti italiani, Accattoli ha lavorato prima a “La Repubblica” negli anni dell’avvio del giornale fondato da Eugenio Scalfari, poi nel 1981 il passaggio al “Corriere della Sera”, dove è rimasto fino al 2008 quando ha raggiunto l’età della pensione. E’ autore di molti libri fra cui “La radice di un grande albero”, “Cerco fatti di Vangelo”, “I giorni in cui il mondo si è fermato. Omaggio a Giovanni Paolo II”, “Giovanni Paolo II. La prima biografia completa”, “Io non mi vergogno del Vangelo”.

“La presenza di Accattoli – commenta il presidente diocesano di Azione Cattolica, Davide Monaci – è un dono che vogliamo fare a tutti noi per entrare con occhi rinnovati dentro ad eventi che parlano al nostro modo di essere cristiani e che ci interrogano su come vivere da credenti credibili in questo spazio di tempo. L’invito è ai laici perché siano presenti e si sentano interpellati a riflettere sul Concilio e sui grandi doni che ci sta facendo Papa Francesco”.

“Vivere il Vangelo nel tempo – dichiara il vescovo Rodolfo – è ricordarsi sempre che quella in Cristo non è una fede disincarnata e disancorata dalle gioie e dalle speranze, dalle tribolazioni e dalle aspirazioni degli uomini. La presenza delle sorelle clarisse ci aiuterà a recuperare il senso della contemplazione; quella di Accattoli il valore di sapersi fermare a riflettere sui segni che stiamo ricevendo per capire come essere sempre più sintonizzati sull’oggi di Dio, che ci parla nella vita dei fratelli”.

 

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