Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

L’Acquedotto del Fiora stacca l’acqua ad una cittadina di “Obbedienza civile”

MANCIANO – Si chiama Silvia, è una impiegata della Asl 9, mamma di una ragazzina minorenne, ed è la prima cittadina aderente alla campagna Obbedienza civile a cui l’Acquedotto del Fiora ha sospeso il servizio. Silvia, come racconta Andrea Marciani del Comitato Acqua Bene Comune di Grosseto ed Amiata Val d’Orcia, «dall’aprile del 2012 ha cominciato a trattenere per se la quota di remunerazione capitale, abolita dai referendum del giugno 2011, autoriducendosi le bollette dell’Acquedotto del Fiora, in maniera consapevole ed esplicita, corredandole di tutti i documenti predisposti dagli avvocati del Forum ABC».

«Quando nello scorso ottobre cominciarono ad arrivare le raccomandate con minacce di distacco agli obbedienti del movimento – prosegue Marciani -, i comitati referendari di Siena e Grosseto chiesero ed ottennero un incontro con il nuovo presidente dell’Acquedotto del Fiora. Venimmo accolti con cordialità ed il presidente Tiberio Tiberi ci promise un nuovo corso nelle relazioni tra l’azienda ed i movimenti dell’ABC. Come prova di tale buona volontà non esitammo a chiedere la sospensione della procedura dei distacchi. Si pervenne ad un accordo in base al quale le procedure contro gli attivisti dell’Obbedienza civile sarebbero state sospese almeno fino al pronunciamento del TAR della Lombardia. Contattato al telefono il presidente Tiberi ha addotto a giustificazione del suo comportamento, il parere contrario espresso dagli avvocati dell’azienda».

«Oggi Silvia, mentre porta i suoi panni a lavare dalla vicina e fa scorta di acqua nelle taniche (al quinto piano senza ascensore), si è vista anche addebitare gli oneri di distacco del servizio (140 euro: 70 per girare un rubinetto e porre un sigillo di stagno, ed altre 70 per tagliare il sigillo e girare il rubinetto nell’altro senso) – sottolinea Marciani -. Ma la cosa naturalmente non finisce qui: Ad Arezzo, il giudice di pace, in due recenti sentenze, ha dato ragione agli utenti ed obbligato il gestore idrico a rimborsare la quota di remunerazione capitale per il 2011/2012 e 2013 ed a pagare, due volte, 587 euro di spese legali. Nella sola Toscana sono in preparazione centinaia di analoghi ricorsi, uno di questi sarà sicuramente intentato da Silvia e sostenuto dal Forum toscano dei movimenti dell’Acqua Bene Comune».

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.