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I Maremmani nel mondo: Alessandra a Chicago perché in Italia non c’è spazio per la ricerca

a cura di Giulia Carri

CHICAGO – Alessandra Mattei è una ricercatrice farmaceutica in fuga. Originaria di Grosseto, dopo un brillante percorso accademico è adesso Senior Scientist presso AbbVie Inc. a Chicago negli USA.

Come sei arrivata a fare la scienziata a Chicago?
“E’ sempre stato il mio sogno, diciamo… Mi sono laureata nel 2003 in chimica e tecnologia farmaceutica a Pisa. Subito dopo la laurea ho fatto un internship in una piccola azienda a Pisa, gratis. Il lavoro non era esaltante perché molto tecnico più che di ricerca, e le possibilità di essere assunta erano nulle. Così ho cominciato a pensare all’estero, soprattutto agli Stati Uniti, perché era l’unico modo per fare ricerca a livello professionale. ”

Che percorso hai fatto?
“Ho iniziato con un master che è durato due anni. Era l’Agosto del 2005. Ho finito il master nel 2007 e ad Agosto dello stesso anno ho cominciato un dottorato in Phamaceutical Sciences all’Università del Kentucky. Il dottorato prevede 5 anni di lavoro, ho terminato lo scorso anno, nel 2012.”

Come hai trovato lavoro dopo l’università?
“Una serie di volute coincidenze. Durante il dottorato mi sono specializzata nella ricerca dello stato solido del farmaco e dei principi di cristallizzazione delle sostanze farmaceutiche. Il campo dove volevo lavorare si occupa della ricerca e sviluppo del medicinale. Un giorno ho assistito ad una conferenza sull’argomento e ho avuto il biglietto da visita dell’azienda dove attualmente lavoro, che allora aveva una opening. Mi hanno chiamata per un colloquio poco dopo e a Marzo 2012, prima di finire il dottorato, ho saputo che avevo ottenuto il posto. Se non avessi trovato lavoro, sarei dovuta tornare in Italia non essendo cittadina americana.”

Sei soddisfatta del tuo lavoro?
“Molto, anche se è veramente stressante e di responsabilità perché lavoriamo 11, 12 ore al giorno. La mia azienda si trova in un’area un po’ sperduta di Chicago, quindi ho preferito vivere in centro per essere in città nel tempo libero, ma ci metto circa un’ora per arrivare a lavoro e tornare a casa.”

Come ti trovi a Chicago, ti piace?
“Si è una città bellissima. Per questo vale la pena fare un’ora di viaggio al mattino per andare a lavoro! Per quanto sia una metropoli, la trovo molto più vivibile di New York o Manhattan. E’ accogliente e culturalmente ricchissima e meno frenetica rispetto alle altre grandi città degli USA che ho visitato. Mi sono integrata bene. Le mie amicizie sono comunque internazionali e ci sono tanti italiani.”

Torni spesso?
“Quando facevo il dottorato tornavo tutti gli anni a Dicembre. Il lavoro ha cambiato le cose e quest’anno sarò a casa, finalmente per Natale, dopo due anni. Due anni sono tanti, non vedo l’ora di rivedere la mia famiglia, i miei amici e la mia terra. Vivere così lontana e tornare poco mi fa sentire la distanza, a volte è difficile mantenere le amicizie preziose che ho ancora in Maremma, però so che se un’amicizia è tale, sopravvive al tempo e ai kilometri.”

Del nostro territorio cosa ti manca?
“Il mare, il cibo e la possibilità di rilassarmi più spesso.”

Se potessi torneresti in Italia?
“Purtroppo so che il mio lavoro non potrei farlo in Italia. Per quanto sia dura, mi rende molto felice e mi gratifica tantissimo. Adesso non vedo possibilità di un ritorno, ma in futuro non sì sa, vedremo cosa accade.”

 

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