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Fare impresa è “lavoro da donne”. Le imprese femminili resistono meglio alla crisi

GROSSETO – Cinque anni di crisi hanno lasciato il segno sugli imprenditori italiani: tra il 2008 e il 2013 sono diminuiti di 511.000 unità, pari all’8,4% in meno. Ma le imprenditrici hanno resistito meglio dei colleghi maschi ai colpi della congiuntura negativa. Negli ultimi 5 anni, il numero delle lavoratrici indipendenti italiane (imprenditrici, lavoratrici autonome, libere professioniste) è diminuito di 123.000 unità, pari al 6,7% in meno. Un calo inferiore a quello registrato dalla componente maschile del lavoro indipendente che, dal 2008 al 2013, è diminuita del 9,1%, con una perdita di 387.900 unità. Così Michela Hublitz, presidente di Donne Impresa di Confartigianato Imprese Grosseto, si unisce all’appello arrivato da Edgarda Fiorini, presidente nazionale del movimento, nel corso della convention organizzata a Roma.

“I dati del nostro osservatorio – conferma Hublitz facendosi portavoce del messaggio in Maremma – dimostrano che fare impresa è sempre più un mestiere da donne, anche nel Grossetano dove le aziende al femminile sono il 30% specializzate soprattutto in servizi e agricoltura. Siamo in presenza di una imprenditoria femminile che va incoraggiata: le donne hanno un rapporto con il credito differente, una tendenza inferiore all’indebitamento. Al pari dei nostri colleghi abbiamo bisogno di interventi che ci liberino dai troppi vincoli e costi che soffocano le iniziative imprenditoriali. E vogliamo contare su un welfare che permetta alle donne di conciliare lavoro e famiglia e di esprimere nell’impresa le nostre potenzialità. E’ quindi necessaria la riattivazione, da parte del Governo, del Tavolo dell’imprenditoria femminile con la rappresentanza delle associazioni imprenditoriali. E bisogna rendere fruibili i 20 milioni di euro destinati con un decreto dello scorso marzo alla sezione speciale del Fondo centrale di garanzia dedicato alle imprese femminili. Quei 20 milioni sono importanti per le donne che vogliono fare impresa e che hanno maggiori difficoltà di accesso al credito rispetto ai colleghi maschi”. La presidente del movimento nazionale Donne Impresa ha poi proposto una nuova edizione della legge 215 per l’imprenditoria femminile che ha consentito la nascita di oltre 70mila aziende guidate da donne e ha permesso un incremento occupazionale di oltre 90.000 unità. Anche in questo caso Michela Hublitz si unisce all’appello.

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