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Caso Gavorrano. A Valenzano il Consiglio di Stato lascia il sindaco al suo posto. Per ora

di Daniele Reali

GAVORRANO – “Caso Gavorrano” anche in Puglia. Era atteso in questa giorni un primo pronunciamento del Consiglio di Stato su una caso analogo a quello del comune maremmano: l’amministrazione interessata è quella di Valenzano, comune di 18 mila abitanti in provincia di Bari.

La decisione definitiva sarà presa il 21 di gennaio, ma in attesa di quella data nella quale è stata fissata l’udienza di merito, i giudici di Roma hanno concesso la sospensiva della sentenza del Tar della Puglia con la quale si dichiarava la decadenza del sindaco di Valenzano.

Di fatto Antonio Lomoro, primo cittadino di Valenzano, era rimasto in carica anche dopo la sentenza del Tar dello scorso 17 ottobre perché contestualmente alla decisione del tribunale di Bari era stata chiesta una prima sospensiva sull’esecuzione del provvedimento. Adesso la richiesta di sospensiva è stata accolta in via definitiva e il sindaco rimarrà al suo posto almeno fino al 21 di gennaio. Fino a quella data però l’amministrazione sarà “sub judice” così come lo è anche quella di Tricarico, comune della Basilicata dove il Tar aveva deciso di non far decadere il sindaco eletto.

Tra i comuni che stanno seguendo la vicenda giudiziaria con molta attenzione perché hanno tutti procedimenti avviati simili, oltre a Gavorrano, dove in questo momento il commissario prefettizio si occupa dell’amministrazione e dove sindaco, giunta e consiglio comunale sono in “stand by” e “decaduti provvisoriamente”, ci sono anche Molfetta e Barletta e altri comuni più piccoli in Puglia, Marcianise, Maddaloni e San Felice a Cancello in Campania.

A Gavorrano la situazione è ancora più ingarbugliata: sia perché è stato il primo comune a ricevere una sentenza che ha annullato le operazioni di voto del maggio scorso sia perché rispetto a quella decisione del Tar della Toscana sono stati presentati due ricorsi: uno da parte della lista di Elisabetta Iacomelli, che chiede di ritenere valido il voto delle ultime amministrative e dall’altra quello della lista di Massimo Borghi che chiede di subentrare come sindaco.

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