Riforme Province. Sindacati e regione difendono i lavoratori: «Tuteliamo il personale»

FIRENZE – Aspettando l’approvazione del disegno di legge Delrio e il suo testo definitivo, Regione Toscana e organizzazioni sindacali si trovano d’accordo e unite su un punto: la tutela del personale e dei patrimoni e bilanci delle ex Province, i quali dovranno andare di pari passo alle funzioni trasferite.

I sindacati, con le segreterie toscane della funzione pubblica, sono stati incontrati stamani dall’assessore alla presidenza e al rapporto con gli enti locali Vittorio Bugli, assieme alle vice presidente della Toscana Stella Targetti e all’assessore al lavoro e alle attività produttive Gianfranco Simoncini. L’incontro eta stato chiesto dalle organizzazioni sindacali, che a due anni dall’annunciato superamento delle Province continuano ad essere preoccupate per la non chiarezza con cui viene trattata da Governo e Parlamento la partita che riguarda il personale.

“Le Regioni – ha spiegato Bugli – ritengono sia indifferibile una riforma del sistema istituzionale che parta dall’abrogazione del Senato e dalla sua sostituzione con una Camera delle autonomie, per questo hanno invitato il Governo ad accelerare l’iter del disegno di legge costituzionale. Condividono anche che la situazione imponga un provvedimento-ponte come può essere il ddl Delrio, ma ritengono che il merito del provvedimento debba essere fortemente rivisto poiché altrimenti difficilmente attuabile”. Per questo, ha ricordato ancora Bugli, le Regioni hanno proposto alcuni emendamenti, tra i quali si fanno spazio anche quelli che diano certezza alle risorse per attuare il provvedimento e alla precisazione, nel medesimo, di ruoli e garanzie certe per i lavoratori coinvolti. Parallelamente a questo, ha aggiunto, “ci siamo fatti carico di collaborare alla stesura di un accordo tra Governo, Regioni, Comuni e organizzazioni sindacali che rappresenti un impegno per tutti su questi aspetti e che dovrebbe essere firmato quanto prima a livello nazionale”.

In esso si prevede infine la costituzione di un tavolo nazionale e di uno regionale che, hanno concluso Bugli, Targetti e Simoncini, “saremo ben lieti di attivare una volta che il Parlamento avrà chiarito ruoli e competenze dei vari livelli istituzionali, auspicando che vengano accettati gli emendamenti che abbiamo proposto”.

Entro novembre il disegno Delrio dovrebbe essere approvato dalla commissione della Camera, per poi passare in aula e quindi al Senato tra dicembre e gennaio.

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