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Contro la crisi il Comune di Massa non applica la Tares e mantiene la Tarsu

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MASSA MARITTIMA – La questione dell’aumento del tributo sui rifiuti urbani a carico della cittadinanza, conseguente al passaggio da Tarsu a Tares imposta dalla normativa nazionale, il Comune di Massa Marittima ha scelto di risolverla così: la Giunta Comunale ha avanzato una proposta che sarà sottoposta all’approvazione del Consiglio lunedì pomeriggio per mantenere la Tarsu, tariffa ormai consolidata, per il 2013. L’attuale normativa, permette infatti ai Comuni di approvare in deroga il mantenimento del tributo in vigore fino ad oggi, evitando il passaggio alla Tares che avrebbe causato ingenti aumenti delle tariffe a carico di famiglie, singoli, attività ricettive agricole e commerciali. Tutto ciò ammesso che, sempre secondo quanto stabilisce la legge, sia coperto l’intero costo del servizio senza ricorrere ad altri tipi di tassazione.

La decisione nella pratica si concretizza nei seguenti aspetti: la spesa sostenuta dal Comune per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, pari a circa 1.900.000 Euro, dovrà essere comunque coperta, diversamente da quanto accadeva in passato (quando eventuali morosità venivano recuperate in altro modo), ma i criteri di applicazione della tassa ai cittadini resteranno quelli ormai consolidati e condivisi a suo tempo con il tessuto sociale e le associazioni di categoria del territorio. Ciò perché da una simulazione effettuata dall’ufficio competente, relativa all’applicazione della Tares, sono risultati forti aumenti a carico soprattutto di famiglie e di alcune categorie commerciali come bar, ristoranti, attività ricettive, negozi di fiori, pescherie, ipermercati ed attività di vendita di frutta e verdura. La Tares si ispira infatti al principio europeo “chi più inquina più paga” ma il Comune ha scelto di non applicarla prima di averla condivisa con il tessuto locale, sfruttando quanto previsto dal decreto convertito in legge 124 del 28 ottobre 2013, che permette di mantenere in deroga per l’anno in corso il tributo Tarsu.

Per comprendere meglio l’impatto che la Tares avrebbe avuto, ecco alcuni esempi:  una famigli di 3 persone che vive in una casa di 50 metri quadrati avrebbe subito un aumento della tassa pari al 104% rispetto alla Tarsu, un nucleo di una e di due persone nello stesso tipo di appartamento avrebbe dovuto pagare rispettivamente il 52% ed il 70% in più ed una famiglia di 4 membri in una avrebbe pagato il 140% in più in una casa di 50 metri quadrati ed il 50% in più in una di 100 a fronte di un nucleo di due persone che vivono in una casa di 200 metri quadrati che avrebbero invece pagato l’8% in meno e in una casa di 300 mq il 17% in meno. Per i ristoranti l’incremento sarebbe stato del 75% , per gli agriturismi del 94%, per gli alberghi il 25%, per gli ipermercati il 163%, per le aziende agricole del 40% e per i negozi di frutta, verdura, pizza al taglio, pesce e fiori, del 135%.  La media complessiva degli aumenti è risultata per le utenze domestiche del 39% , con la ripartizione che si intuisce dagli esempi di cui sopra, e per quelle non domestiche del 22%. La decisione di mantenimento della Tarsu, causerà comunque un aumento della tassa, a causa delle prescrizioni della legge che impongono la copertura dell’intero piano finanziario, ma questa sarà in media per tutti i contribuenti del 6%. In seguito alle necessarie correzioni, il termine per il pagamento della Tarsu slitterà così dal 15 novembre al 15 dicembre 2013. I cittadini riceveranno a casa la comunicazione del Comune che contiene il modello F24. Resta inoltre invariato il contributo allo Stato pari a 0,30 Euro al metro quadrato ed il Tributo Provinciale Ambientale pari al 5% della tassa che va a sommarsi al saldo finale. Per il 2014, tutto è ancora da vedere poiché con il 31 dicembre cesserà di esistere anche la Tares e la normativa nazionale prevedrà come sembra ad oggi, un’imposta che ingloberà Imu e tassa sui rifiuti secondo criteri ancora non definiti. “In questa fase di emergenza- spiega il sindaco Lidia Bai- la Giunta ha deciso di mantenere una tassa che comprende vari criteri di ripartizione, consolidati in seguito ad un confronto con il tessuto sociale, produttivo e commerciale locale, anziché applicare nuovi criteri senza avere avuto il tempo di condividerli; criteri che peraltro avrebbero visto importanti aumenti della tassa a carico soprattutto di famiglie e attività, già in difficoltà a causa del periodo di crisi economica che ci colpisce. Per la nuova tassazione del 2014, avremo così modo, non appena la normativa nazionale sarà definita, di illustrare criteri e modalità e di discuterli con la cittadinanza e le associazioni di categoria del territorio”.

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