«No al super comune, fusione sbagliata». Giuntini rilancia il ruolo delle Unioni

MONTIERI – È il sindaco di Montieri Marcello Giuntini (nella foto) ad intervenire sul dibattio lanciato nei giorni scorsi da alcuni esponenti politici di Massa Marittima e Monterotondo sulla possibilità di formare un nuovo super comune delle Colline Metallifere. Una posizione quella di Giuntini di netta contrarietà alle fusioni sia nel caso di un nuovo ente che riunisse tutti i comuni della Colline Metallifere grossetane o comprendesse addirittura quelli della Val di Cornia.

«Non condivido nessuna delle due proposte – dice Giuntini – e cercherò di argomentarne i motivi. La proposta di fusione fra comuni di peso demografico fortemente diverso viene, generalmente, vissuta come un tentativo di annessione dei comuni più piccoli da parte del più grande: in questa logica si spiega il rifiuto della fusione da oltre l’80% dei suveretani che sono andati a votare».

« Sono certo, conoscendo a fondo il territorio che amministro, che anche nelle Colline Metallifere avremmo risultati simili. Un Comune di circa 100.000 abitanti, o anche di 45.000 se comprendesse i soli sei comuni delle Colline Metallifere Grossetane, vedrebbe un consiglio comunale composto di soli 24 membri, con realtà come Montieri e Monterotondo che non vedrebbero eletto neppure un loro rappresentante né in maggioranza né all’opposizione, figuriamoci poi nell’esprimere un assessore: in sintesi vorrebbe dire la scomparsa politica e la perdita di qualsiasi capacità di rappresentanza delle comunità più piccole. Sono certo che né i cittadini di Montieri né quelli di Monterotondo vogliono che questo accada».

«Credo che l’unica strada possibile che permetta il mantenimento della sovranità anche nelle comunità più piccole sia quello dell’Unione dei Comuni, a patto che si marci spediti verso una maggiore integrazione politica e delle strutture amministrative. Questo consentirebbe ai sindaci e ai consiglieri di ogni comuni di rappresentare al meglio i loro cittadini e consentirebbe a quest’ultimi di avere ancora degli amministratori “vicini” sia fisicamente, sia nella capacità di interpretare le esigenze e le specificità della popolazione e, una volta a regime, ottenere significativi risparmi di spesa».

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