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Diritto di parola e di cittadinanza. Il tavolo interreligioso si occupa di umanità

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GROSSETO – I rappresentati delle confessioni religiose della provincia di Grosseto insieme per parlare di diritto di cittadinanza: è quello che avverrà domani, 7 novembre, alle 16 nella Sala Consiliare della Provincia di Grosseto. Titolo dell’incontro “Diritto di parola, diritto di cittadinanza: l’umanità è una”. Parteciperanno all’incontro tutti i rappresentanti delle Comunità religiose presenti nel territorio che porteranno le loro conoscenze e forniranno un contributo per favorire l’integrazione totale delle comunità che rappresentano. In particolare, saranno presenti Vescovo della Diocesi di Grosseto e l’Imam della Moschea di Grosseto.

Questo il documento dell’incontro: “La parità dei diritti e della dignità delle persone, la giustizia economica, l’uguaglianza di tutti i cittadini, a qualunque fede o etica appartengano, è necessario che trovino realizzazione nella comunità umana. Occorre dare risposte coerenti che rendano vere queste affermazioni. Affermare il diritto di parola e quindi di cittadinanza degli esseri umani che vivono in Italia vuol dire aprire il concetto di nazione ad una visione post geografica, in cui i luoghi ed i confini siano delimitati dalla cultura, dalle peculiarità sociali, dalle storie, dalle norme. Chi questi confini sceglie, nasce, vive e condivide le regole di convivenza è cittadino. Ogni libertà presuppone la disciplina della norma, ma la libertà che ci costituisce persone esige coerenza alla realtà che viviamo. L’evoluzione delle regole è nel mutamento del mondo, nella crescita. Il diritto di parola e di cittadinanza a chi vuol vivere in Italia non è, dunque, una concessione, ma una conseguenza. I rappresentanti delle varie confessioni religiose riunite dalla Provincia di Grosseto nel tavolo interreligioso richiedono che il Governo italiano prenda atto della nuova realtà e modifichi la norma sul diritto di cittadinanza riconoscendo lo ius soli a tutte le persone che sono nate in Italia.

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