Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Discount, i dischi di ieri e di oggi: andiamo nel 1971 con i King Crimson

a cura di Massimo Vigni

Quinto appuntamento con la nostra rubrica “Discount”, i dischi di ieri e di oggi. Questa quarta puntata è dedicata ai King Crimson e al loro album Island del 1971

È il quinto ma poteva essere il primo. Capolavoro assoluto del genere progressive rock. Inizia il disco con Formentera Lady ballata lieve e triste con Keith Tippet al piano e il grande Mel Collins al flauto. Ladies Of The Road brano rock classico, quasi se Robert Fripp, anima e cervello del gruppo, volesse dimostrare che sanno fare bene ogni genere. Segue Song Of the Gulls un brano classicheggiante con oboi e archi che è uno splendido preludio a Islands, brano senza aggettivi possibili. Dodici minuti di pura poesia, dove in un dolce crescendo con gli intrecci di Tippet al piano si arriva al grande finale di Mel Collins alla cornetta.

Con quest’album i King Crimson si sciolgono e dopo alcuni anni Fripp riprende un nuovo progetto, molto sperimentale con lo stesso nome, con grande professionalità e tecnica, ma l’anima onirica, barocca, melanconica sparisce definitivamente.

Ovviamente i primi dischi sono anche loro dei capolavori: In The Court Of The Crimson King, In The Wake Of Poseison e Lizard tutti e tre da ascoltare e eventualmente comprare.

Per ascoltare: http://www.youtube.com/watch?v=EnVJNOHJhDs  Islands

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da maurizio

    Seguo con molto interesse questa rubrica e mi complimento con l’autore.
    Ovviamente non sempre sono d’accordo,per esempio ritengo In the court….migliore ma ciò è assolutamente soggettivo.Sono un vecchio rocchettaro e leggere recensioni a posteriori mi fa sempre piacere.Auguri.
    P.S. Vi seguo dalla Brianza ma ovviamente il rock accorcia le distanze.