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Il caso Gavorrano arriva in parlamento. Governo impegnato per trovare una soluzione

di Daniele Reali

GAVORRANO – Dal tribunale al parlamento. Il caso Gavorrano che ormai riguarda anche altri dieci comuni e che in Puglia interessa anche due grandi città come Molfetta e Barletta, potrebbe presto trovare una soluzione normativa.

È di oggi infatti la notizia che la Camera dei deputati ha approvato un ordine del giorno proposto dagli onorevoli Luca Sani e Silvia Velo per fare chiarezza sul caso legato all’autenticazione delle firme delle liste elettorali. Un’inizitiva che lo stesso Sani aveva già annunciato e che di fatto impegna il governo a risolvere una questione “spinosa” che riguarda ormai più di 350 mila cittadini considernado tutti i comuni che in questo momento rimangono appesi al “filo” delle decisioni di Tar e Consiglio di Stato.

Con l’ “odg” presentato dai due palramentari del Pd si chiede l’interpretazione autentica dell’articolo di legge relativo proprio alle competenze dei soggetti abilitati ad autenticare le firme. L’ordine del giorno è stato insertio nella discussione sul disegno di legge di conversione del decreto-legge 101 del 2013 che porta come titolo “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”.

«Quello che si è verificato a Gavorrano, con la decadenza del sindaco Iacomelli in seguito ad una sentenza del Tar – spiega Sani – è l’esatto contrario di quel che è successo in altre zone d’Italia a parità di condizioni, con altri Tribunali amministrativi regionali».

«È chiaro che queste difformità di giudizio certificano di fatto la mancanza di una giurisprudenza chiara ed inequivocabile, necessaria soprattutto per ciò che concerne gli appuntamenti elettivi, quali momenti fondamentali di ogni democrazia. Fra l’altro l’autentica delle firme da parte dell’assessore provinciale Tacconi è coerente con quel che prescrivono le linee guida presenti nella pubblicazione numero 5 del 2013 per le elezioni comunali dal titolo “Istruzione per la presentazione e l’ammissione delle candidature” del Ministero dell’interno».

«Per questo l’Odg approvato dall’Aula impegna il Governo a inserire nel primo provvedimento utile un’iniziativa normativa per stabilire un’interpretazione autentica dell’articolo 14 della legge numero 53 del 1990, coerente con le linee guida presenti nella pubblicazione n. 5 del 2013 per le elezioni comunali dal titolo «Istruzione per la presentazione e l’ammissione delle candidature» dello stesso Ministero dell’interno».

Ma le iniziative parlamentari in atto non si limitano solo a questo ordine del giorno. Lo scorso 15 ottobre infatti nell’altro ramo del parlamento Laura Puppato, senatrice del Pd, insieme ad altri colleghi tra cui anche parlamentari di altri partiti, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’interno proprio sul caso dei comuni “in bilico”. Anche in quel caso si chiedeva si fare chiarezza e di evitare la decandenza di diverse amministrazioni. In particolare si legge nll’interrogazione si chiede «un’iniziativa urgente che impedisca che la sentenza del Consiglio di Stato abbia nei fatti un effetto retroattivo su ignare amministrazioni. Chiediamo inoltre al ministro di emanare una circolare interpretativa che definisca con la massima chiarezza la disciplina per la raccolta delle firme e per la loro autenticazione a partire delle prossime tornate elettorali».

Attualmente i comuni a rischio decadenza oltre naturalmente a Gavorrano, dove c’è ancora una situazione in divenire in attesa di eventuali ricorsi al consiglio di stato, sono Valenzano (il Tar si è pronunciato il 17 ottobre scorso, ndr) Barletta, Molfetta, Sannicandro, Capurso, Maddaloni, Marcianise, San Felice a Cancello e Tricarico, il primo comune ad essere stato “giudicato” con la sentenza del Tar della Basilicata a fine luglio.

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