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Tares: ecco cosa cambia con l’introduzione della nuova tassa sui rifiuti

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GROSSETO – Con l’arrivo della Tares cambia radicalmente il sistema di calcolo della tassa sui rifiuti rispetto a quanto avveniva con la Tarsu che si rapportava esclusivamente ai metri quadrati di abitazione e garage.Con la Tares, invece, si tiene conto anche della capacità potenziale di produzione dei rifiuti ed è così che si vanno a penalizzare i nuclei familiari più numerosi. A spiegarlo nel dettaglio è l’assessore comunale Giancarlo Tei: «Per le utenze non domestiche vale lo stesso principio e a farne le spese, sono alcune categorie che producono sicuramente più rifiuti, ma che andrebbero, comunque, tutelate a fronte della attuale crisi economica. La legge, però, non lo consente e non abbiamo strumenti per intervenire, se non continuare a lavorare per cercare di ridurre i costi di gestione. O prevedendo una serie di riduzioni come per esempio per i cittadini che effettuano il porta a porta».

Ecco alcuni esempi per una superficie tassabile civile. Abitazione e garage mq. 95.
1 componente Tarsu 191 euro (riduzione 30% unico occupante) Tares 202
2 componenti Tarsu 274 euro (compreso 10% eca) Tares 313
3 componenti Tarsu 274 euro (compreso 10% eca) Tares 380
4 componenti Tarsu 274 euro (compreso 10% eca) Tares 46

«Come si può notare, l’aumento non è omogeneo ed è legato all’obbligo di copertura della spesa, pari al 100%. Prima era attorno al 78% – spiega Tei -. La causa di tutto ciò va ricondotta alla natura stessa della Tares e alle modalità di calcolo contenute nelle circolari ministeriali. A Grosseto la superficie tassabile si distribuisce sulle utenze domestiche per il 70% e per le non domestiche per il 30%, a dimostrazione del fatto che la nostra città ha caratteristiche molto diverse dalle altre realtà toscane, dove le percentuali si invertono. Anche questo incide direttamente sulla distribuzione del carico tributario e dimostra, ma non è l’unica ragione, di come sia poco significativo ogni paragone e raffronto con realtà molto diverse tra loro».

La Tares, in ogni caso, non convince Rete Imprese Italia: «Abbiamo espresso le nostre preoccupazioni costantemente, in particolare alle amministrazioni locali che l’applicheranno, per l’ulteriore aggravio di costi per le famiglie e le imprese – dicono -. Nel periodo compreso tra il 2011 e l’estate 2013, a fronte di un incremento dell’11,4% delle tariffe nazionali, quelle locali sono cresciute del 28,5%. Ci si chiede se questa inflazione tariffaria non finirà per vanificare gli effetti benefici di un’inflazione generale che, rallentando, ha portato un po’ di respiro al potere d’acquisto delle famiglie e, quindi, a una timidissima possibilità di ripresa dei consumi. L’arrivo della Tares comporterà aumenti insopportabili per molte categorie di imprese, essendo stabilita la copertura integrale dei costi di esercizio e investimento».

«Di fronte a questa grave situazione, seppur prevista da una norma nazionale non abbiamo trovato negli amministratori locali la necessaria disponibilità al confronto per tentare una perequazione tra i contribuenti – spiegano ancora da Rete Imprese Italia -. Dal Comune di Scansano che ha approvato il regolamento dichiarando di aver sentito le organizzazioni di rappresentanza delle imprese, cosa non avvenuta. Al Comune di Arcidosso o quello di Castell’Azzara che hanno approvato in sordina i regolamenti ed infine il Comune di Grosseto i cui amministratori hanno concesso un incontro soltanto successivo alla convocazione del consiglio comunale che avrebbe approvato il regolamento di questa imposta, nonostante le nostre pressanti richieste».

«La risposta è sempre la solita, gli enti locali non hanno più risorse per garantire i servizi – concludono -. Il futuro  è tutt’altro che incoraggiante  la Trise che scatterà nel 2014 presenta ancora grandi elementi di confusione, e si configura come un’incognita per famiglie e imprese. Richiediamo pertanto un immediato e tangibile segnale nei confronti del sistema delle imprese, partendo da un rinvio dell’ultima rata della Tares del 16 dicembre, per arrivare ad una attenta e sostanziale revisione dei costi che le Amministrazioni sostengono per il mantenimento della propria struttura».

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Commenti

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  1. Scritto da tedeso

    Come mai pur abitanto nove mesi iin una casa e altri tre mesi in un.altra. casa debbo pagare. La tates per entrambe le due. Abitazioni